L’intelligenza artificiale
applicata allo screening mammografico aumenta la possibilità di
individuare i casi positivi e riduce i tempi di refertazione. A
fornire i dati è stato il direttore generale dell’Usl Umbria 1
Emanuele Ciotti illustrando i dati dell’azienda sanitaria. Lo ha
fatto al convegno “AI & cybersecurity in sanità – Orizzonti
strategici e impatti verticali”, promosso da Confassociazioni in
collaborazione con Siiam-Società italiana intelligenza
artificiale in medicina, che si è tenuto a palazzo Madama, sede
del Senato, a Roma. Nel quale è intervenuto come relatore,
sottolineando che l’Umbria è diventata la seconda regione, dopo
il Veneto, ad applicare l’intelligenza artificiale allo
screening mammografico su scala regionale.
Nel corso dell’incontro, Ciotti ha illustrato i dati raccolti
nel periodo compreso tra maggio e dicembre 2025. Per tutte le
donne esaminate – si legge in una nota diffusa dall’Usl – è
stata mantenuta la doppia lettura umana, con eventuale supporto
dell’intelligenza artificiale successivamente alla lettura.
“Nei nove mesi considerati – spiega il direttore generale – a
parità di numero di donne esaminate, circa 16.000, abbiamo
registrato un incremento dei casi positivi, passando da 4,7 a
5,5 ogni mille esami. È quindi aumentata la capacità di
detection. Un altro risultato importante è stata la riduzione
del tempo medio di refertazione: nel 2024 era di circa 25
giorni, oltre lo standard indicato di 21 giorni, mentre nel 2025
è sceso a 18 giorni, nonostante un organico ridotto di un
radiologo rispetto all’anno precedente. Il supporto dell’IA ha
inoltre consentito di aumentare i richiami di secondo livello,
passati da 644 a 786”.
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