“Temo che a sinistra si sconti una
grossa paura di tutto quello che sta intorno al conflitto, nel
senso che c’è una grande difficoltà a farsi carico, anche con
criticità, però in maniera comunque aperta, dei fatti che
possono avere a che fare con episodi di violenza perché ormai
noi veniamo incalzati anche quando succedono cose che in realtà
sono veramente minime, bagatellari”. Lo ha detto Zerocalcare in
uno dei più attesi e seguitissimi eventi di chiusura di Libri
Come, stasera all’Auditorium Parco della Musica di Roma, in cui
ha parlato con l’inviata Tonia Mastrobuoni di democrazia ed
estrema destra a partire dal suo libro ‘Nel nido dei serpenti’
(Bao Publishing) che raccoglie storie legate al controverso
processo ungherese che ha visto protagonisti attivisti come
Ilaria Salis e Maja T.
“In Italia vengono indagati per associazione a delinquere i
ragazzini di Ultima generazione che lanciano latte di vernice
su un muro, quindi in qualche modo ormai c’è una tale
criminalizzazione di ogni forma del dissenso che c’è proprio il
terrore di essere associati a queste cose. Cercare di poter
prendere parola sulle cose che succedono in Italia ho
l’impressione che sia proprio un grande tabù” ha affermato
Zerocalcare e sottolineato che ormai “terrorismo viene associato
ad antifascismo”.
“Abbiamo perso, sono depresso, crepuscolare e mi sembra che sia
molto complicato tornare alla complessità. Direi che la
complessità va spiegata e purtroppo va spiegata individualmente,
a uno per uno, quindi è molto difficile, però mi accorgo che
anche le
persone che hanno quel modo semplificato di approcciarsi poi,
quando trovano qualcuno che gli dà attenzione, che gli ascolta,
cambia tutto” ha detto Zerocalcare tra gli applausi.
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