Raffinato affabulatore, e
ardito sperimentatore, Alessandro Bergonzoni ritorna in Sardegna
con Arrivano i Dunque. Il poliedrico artista emiliano sarà
protagonista mercoledì 22 aprile alle 20.30 all’Auditorium
Comunale di Dorgali, giovedì 23 aprile e venerdì 24 aprile alle
20.30 al Teatro Massimo di Cagliari per la rassegna Pezzi Unici
e infine sabato 25 aprile alle 20.30 al Teatro Centrale di
Carbonia sotto le insegne del Cedac.
“I Dunque rappresentano delle domande concise e precise –
spiega all’ANSA il pluripremiato attore e autore – lo spettacolo
è un’evocazione. Propongo un’asta dei pensieri, al miglior
(s)offerente. Ciò che scrivo, che penso non mira a intrattenere
il pubblico, il teatro necessita di un’onda di vibrazione. Più
del successo, mi interessa far succedere”.
Un fiume di parole, con la cifra inconfondibile, surreale e
poetica di Bergonzoni, che scardina il senso comune e indaga i
significati nascosti dietro le parole. “Così come lo spettatore
che come uno speleologo perlustra, cerca, esplora per trovare da
sé il significato nascosto nelle parole”, aggiunge. Non
sorprende scoprire tra i suoi amori e interessi letterari
Finnegans Wake di James Joyce, “un libro infinito, che mi ha
fatto conoscere cose che non conoscevo e non vedevo – racconta –
accanto ai versi di Dylan Thomas, Edoardo Sanguineti e Roberto
Roversi”.
Suo punto di riferimento nella vivace temperie culturale
della Bologna degli anni Ottanta. “A lui, a Roversi, ho portato
il mio primo testo poetico, è stato un grande intellettuale e
poeta in rapporto con Pasolini e i più importanti autori del
tempo, una figura da riscoprire”.
In Arrivano i Dunque affiora il tema della pace, più che mai
urgente e attuale in un mondo in guerra: “Parlerò di una mia
installazione, il Tavolo delle Trattative”, spiega Bergonzoni,
che sostiene l’idea del “mondo amato, non armato” e da tempo a
spettacoli e libri, rubriche sui giornali e lectio magistrali
accosta esposizioni, performance e installazioni artistiche.
“Dove c’è il mare per me è casa, e la Sardegna è terra, cielo,
silenzio, mare. E poi Napoli, la Puglia, la Calabria: io credo
nelle vite precedenti, e sento di appartenere a quei luoghi, a
quei paesaggi”.
Nell’Isola c’è anche Time In Jazz. “A Berchidda, dove
quest’estate ritornerò in occasione del festival su invito di
Paolo Fresu”. E conclude: “In Arrivano i Dunque parlo della
realtà, che dobbiamo alimentare con l’utopia, sennò non ci
sarebbe stato Leonardo Da Vinci”.
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