Dall’ansia alle forme gravi di psicosi, sono state 845.516 le persone con disturbi mentali assistite nel 2024 dai servizi di salute mentale in Italia, un numero leggermente inferiore all’anno precedente. Nella maggior parte dei casi si tratta di donne, che rappresentano il 55,9%, e proprio loro soffrono di depressione quasi il doppio rispetto agli uomini. Crescono invece gli accessi al pronto soccorso per problemi psichiatrici: sono stati 636.113, ovvero 62.450 in più rispetto al 2023. A fornire il quadro è il Rapporto sulla salute mentale pubblicato dal ministero della Salute, con i dati del 2024 relativi a tutte le regioni, escluso il Molise. Il Rapporto offre una panoramica dettagliata sui servizi offerti dal Servizio sanitario nazionale. Le prestazioni erogate dai servizi territoriali sono state poco più di 10 milioni, con una media di 13,6 per utente, mentre i pazienti che sono entrati in contatto per la prima volta durante l’anno con i Dipartimenti di Salute Mentale sono stati 272.497, un numero in crescita rispetto all’anno precedente. La composizione degli assistiti riflette l’invecchiamento della popolazione: il 66,3% ha più di 45 anni. In entrambi i sessi risultano meno numerosi i pazienti sotto i 25 anni e sopra i 75, mentre la concentrazione più alta si registra nelle classi di età 45-54 e 55-64 anni. Le donne sono più numerose tra gli over 75. Quanto alle tipologie di disturbi, quelli di tipo schizofrenico, legati all’abuso di sostanze e il ritardo mentale risultano più frequenti tra gli uomini, mentre l’opposto avviene per i disturbi affettivi e nevrotici. In particolare, l’indice di depressione è quasi doppio nelle donne: 46,5 casi ogni 10.000 abitanti contro i 27 per 10.000 degli uomini. Nelle unità operative psichiatriche pubbliche lavoravano 33.142 persone tra infermieri, psichiatri, psicologi e riabilitatori. “Il personale è in aumento, ma, considerata la carenza registrata da decenni, la situazione resta critica e il carico di lavoro è ai limiti. Complessivamente, a fronte di un aumento della richiesta di aiuto per i disturbi mentali, la rete dei Dipartimenti costituisce ancora un fondamentale presidio di sanità pubblica, ma con grandi differenze regionali nei servizi offerti”, commenta Massimo Cozza, responsabile del Dipartimento di Salute mentale della Asl Roma 2 e promotore del Festival per la Salute mentale Romens. Dalla prossima edizione, il Rapporto prevederà l’introduzione di indicatori utili al monitoraggio delle azioni previste dal nuovo Piano nazionale per la salute mentale 2025-2030. Voluto dal ministro della Salute Orazio Schillaci, il piano è stato aggiornato dopo oltre dieci anni e, in un’epoca caratterizzata dall’utilizzo precoce di social e smartphone, prevede il potenziamento della diagnosi precoce, il rafforzamento dei servizi per l’infanzia e la collaborazione con famiglie e scuole. Il piano, sottolinea il ministero, può contare su risorse specifiche previste nell’ultima legge di Bilancio: 80 milioni di euro per il 2026, 85 milioni per il 2027, 90 milioni per il 2028 e 30 milioni annui a partire dal 2029. In particolare, 30 milioni all’anno sono vincolati alle assunzioni di personale.
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