Panorama Italia
  • Cultura, Libri e Film
  • Politica
  • Tecnologia
  • Salute
  • Cronaca
  • Esteri
  • Economia
Tecniche della Medicina
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Salute

Non solo levatrici, un libro sul ruolo delle donne nella storia della medicina

di Redazione Libri Arte
23/04/2026
Tempo di lettura: 2 minuti
Non solo levatrici, un libro sul ruolo delle donne nella storia della medicina

Se negli ultimi decenni un vero e proprio tsunami rosa ha investito la professione medica, trasformando gli ospedali, la ricerca, la clinica e l’assistenza, con le donne che costituiscono ben oltre la metà dei medici in Italia e in Europa, anche nel corso dei secoli il contributo femminile alla medicina è stato rilevante. Con un’attività svolta al di fuori del teatro della scienza ufficiale, attraverso un lavoro corale nel silenzio delle case, dei conventi e nelle spezierie, ginecologhe, levatrici, erboriste, alchimiste e farmacologhe hanno infatti scoperto terapie e organizzato la cura dentro e fuori le case.     A portare alla luce il contributo delle donne alla storia della medicina è il libro di Daniela Minerva ‘Medicina femminile plurale’, edito da Bollati Boringhieri, che, collegando passato e presente, affronta la ‘questione femminista’ in medicina, tutt’altro che superata ai nostri giorni. L’evento di presentazione del volume, organizzato a Roma in occasione della Giornata nazionale della salute della donna, è stato l’occasione per una riflessione politica sulle prospettive della medicina al femminile.     “Il contributo delle donne alla storia della medicina non è stato il risultato di singole figure eccezionali ma un’impresa collettiva: le donne hanno sempre curato la famiglia e chi stava loro intorno, sviluppando conoscenze legate alla riproduzione, ai farmaci e alla cura dei bambini, dall’uso delle erbe fino ai farmaci moderni – ha affermato Minerva -. Tutto questo però è rimasto sommerso nei secoli, perché quella della medicina è una storia scritta dagli uomini. E ancora oggi persistono idee e terapie pensate e costruite per corpi maschili”. “Dobbiamo ridurre il gender gap ai vertici; favorire la medicina personalizzata e di genere; creare condizioni lavorative che permettano alle donne medico di non dover scegliere tra carriera e vita privata”, ha aggiunto Elena Murelli della Commissione Affari Sociali e Sanità del Senato. “La medicina di genere non è una ‘medicina per le donne’ – ha sottolineato Beatrice Lorenzin della Commissione Bilancio del Senato – ma una dimensione imprescindibile della scienza medica, che deve puntare alla massima appropriatezza della cura”.     Se la prospettiva scelta da Minerva è quella della storia corale, dal suo racconto emergono comunque figure femminili, a volte circondate dalla leggenda, straordinariamente anticipatrici: come Trota, vissuta a Salerno nella seconda metà del Mille, considerata la prima ginecologa; o Hildegard von Bingen, monaca benedettina e scienziata del Medioevo le cui opere rivelano una straordinaria capacità di osservazione clinica, «ultima scienziata prima della nascita delle università, istituzioni che hanno escluso le donne dalla costruzione del sapere». O la farmacologa Joanna Stephens che nella Londra del 1700 mise a punto la prima terapia efficace contro i calcoli renali, scoperta di cui fu quasi espropriata da medici e scienziati. Fino a figure a noi più vicine, come Rosalind Franklin, biochimica britannica il cui lavoro portò alla scoperta delle strutture molecolari del DNA e dell’RNA, e Katalin Karikó, che ha messo a punto il vaccino a mRna contro il Covid. Ma al di là di queste figure eminenti, le donne sono sempre state scienziate naturali; hanno fatto scoperte e costruito conoscenze fondamentali che per lungo tempo però non venivano riconosciute come “sapere medico legittimo”: solo ciò che veniva scritto o istituzionalizzato diventava scienza, mentre la cura quotidiana esercitata nelle case veniva retrocessa a empiria o folklore.     Solo nel ‘900 le donne entrano ufficialmente nella professione medica, nella ricerca scientifica, nei luoghi in cui si produce sapere. Ma secoli di esclusione non si cancellano in pochi anni.        

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Articoli Correlati

Lombardia stipendi più alti a medici e infermieri al confine con la Svizzera
Salute

Lombardia stipendi più alti a medici e infermieri al confine con la Svizzera

di Redazione Libri Arte
23/04/2026
0

"I medici e gli infermieri che operano nei territori lombardi al confine con la Svizzera otterranno un aumento di stipendio del 20% quantificabile, rispettivamente, in circa...

Leggi tuttoDetails
40 ricercatori italiani e svedesi a Villa San Michele per rafforzare collaborazioni

40 ricercatori italiani e svedesi a Villa San Michele per rafforzare collaborazioni

22/04/2026
Neonatologi, ‘confermata efficacia della doppia immunizzazione madre-figlio’

Neonatologi, ‘confermata efficacia della doppia immunizzazione madre-figlio’

22/04/2026
Salute mentale, 56% pazienti è donna e soffrono il doppio di depressione

Salute mentale, 56% pazienti è donna e soffrono il doppio di depressione

21/04/2026

DA NON PERDERE

Lombardia stipendi più alti a medici e infermieri al confine con la Svizzera
Salute

Lombardia stipendi più alti a medici e infermieri al confine con la Svizzera

23/04/2026
Non solo levatrici, un libro sul ruolo delle donne nella storia della medicina
Salute

Non solo levatrici, un libro sul ruolo delle donne nella storia della medicina

23/04/2026
Esteri

Usa-Iran, Trump non ha fretta: “Tregua non ha scadenza”

23/04/2026
Esteri

Ucraina, allarme 007 Olanda: “Russia si prepara a conflitto con la Nato”

23/04/2026
Libri Arte

Scopri recensioni, approfondimenti e novità sulle opere d'arte, gli artisti e i libri che li celebrano.

Naviga in

  • Privacy Policy
  • Chi Siamo
  • Contatti

Categorie

  • Cronaca
  • Cultura
  • Economia Italia
  • Esteri
  • Politica
  • Primo Piano
  • Salute
  • Tecnologia

© 2023 Libri Arte

  • Cultura, Libri e Film
  • Politica
  • Tecnologia
  • Salute
  • Cronaca
  • Esteri
  • Economia

© 2023 Libri Arte