Due modi in cui l’intelligenza
artificiale potrebbe evolvere in modo negativo: la perdita di
controllo e la troppa concentrazione del potere. Li indica in un
post su X, Sam Altman, il Ceo di OpenAI, colosso dell’IA questi
giorni intervenuto sul dibattito mondiale annunciando lo
slittamento al 2027 dello sbarco in Borsa della società.
Altman ha indicato su X che uno dei temi è la perdita di
controllo sul futuro dell’IA, un aspetto definito
“inaccettabile”. Ha affermato che l’intelligenza artificiale
deve “servire sempre le persone” e che, a tal fine, le “tecniche
di allineamento e sicurezza” devono precedere l’evoluzione delle
capacità dei modelli. Il secondo aspetto riguarda la “troppa
concentrazione del potere”: Altman ha messo in guardia contro
uno scenario in cui il potere legato all’IA risulti fortemente
concentrato nelle mani di “una singola persona o azienda”,
osservando osservato che tale potere potrebbe essere sfruttato
per “imporre la propria visione del mondo a tutti gli altri”,
aggiungendo che le conseguenze potrebbero essere “distopiche”.
“Evitare queste due minacce richiede di percorrere una
sottile via di mezzo; per esempio, un singolo Paese potrebbe
acquisire un potere eccessivo. Un altro caso è quello di un
laboratorio che finisce per detenere troppo potere”, ha
evidenziato. Secondo Altman, “il mondo merita la certezza che le
aziende americane che sviluppano IA sempre più capaci agiranno
in modo responsabile, specialmente ora che la traiettoria del
progresso si è inasprita. Ogni laboratorio di frontiera deve
mantenere questa promessa”.
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