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Lorena era ancora viva quando l’ex l’ha gettata dal viadotto

di Redazione Libri Arte
08/09/2026
Tempo di lettura: 2 minuti
Lorena era ancora viva quando l’ex l’ha gettata dal viadotto

Quando il 4 settembre scorso Lorena Isceri è stata buttata dall’ex dal viadotto lungo l’Autostrada del Sole a Barberino del Mugello, era ancora viva. L’autopsia, in corso stasera, dà la risposta a uno dei quesiti principali posti dalla procura di Firenze al medico legale che sta esaminando il cadavere della ragazza uccisa dall’ex Federico Vella. Un esame cominciato nel pomeriggio all’ospedale di Careggi e che andrà avanti fino a tarda sera.
I quesiti posti dal sostituto procuratore Antonio Natale al medico legale Beatrice Defraia sono quelli di rito – stabilire le cause della morte – ma in una vicenda già chiara nella dinamica e nelle responsabilità, adesso l’intenzione degli inquirenti è puntualizzare bene lo svolgimento dei fatti nella loro completezza. E capire se Vella ha ucciso Lorenza prima di gettarla dal viadotto o se è stata la caduta a provocarne la morte era l’unico elemento mancante. Dall’esame esterno e dalla Tac sulla salma, risulta già una risposta: la donna è morta per la caduta e per l’impatto a terra da decine di metri di altezza.
La valutazione definitiva sarà tuttavia riportata nella relazione del medico che sarà consegnata fra 90 giorni. L’esame autoptico è in corso anche sul cadavere di Vella poiché i magistrati hanno chiesto di effettuare anche il prelievo dei tessuti ai fini dell’esame tossicologico: era sotto effetto di stupefacenti, di psicofarmaci? Li assumeva? O quando ha ucciso la sua ex era lucido? Le autopsie sono effettuate, per motivi tecnici, nell’ambito di un fascicolo aperto per sequestro di persona a fini di omicidio (o femminicidio come in questo caso) aggravato dalla premeditazione.
L’autopsia su Lorella Isceri dovrà anche accertare se i lividi possano essere ricondotti alla caduta o siano precedenti al momento in cui è stata rinchiusa nel bagagliaio. Nessuno degli avvocati delle famiglie ha nominato consulenti medico legali di parte. Si affideranno alle valutazioni del consulente della procura fiorentina. “Dopo gli accertamenti medico legali la salma di Lorena sarà restituita alla famiglia e poi partirà alla volta di Squinzano, dove mercoledì o giovedi si celebreranno i funerali”, ha annunciato l’avvocato Cosimo Miccoli che assiste la famiglia Isceri.
Negli accertamenti il pm Antonio Natale ha disposto la copia forense dei tre cellulari sequestrati per ricostruire attraverso telefonate e messaggi cosa è avvenuto nelle settimane precedenti l’efferato omicidio. Intanto da Squinzano arriva un nuovo appello di Franco Isceri, il padre di Lorena. Un appello dai microfoni di ‘Dentro la notizia’ di Canale 5 rivolto stavolta a tutte le donne e non ai politici: “Mi auguro che mia figlia sia l’ultima vittima. Mi raccomando, non fate come mia figlia, che lo voleva difendere e mi diceva che non lo voleva distruggere. La prima cosa da fare è denunciare”.
Quanto al messaggio precedente rivolto alle istituzioni, “penso che l’abbiano capito, penso che si interessino al massimo, perché di queste tragedie il popolo italiano ormai ne ha le tasche piene. Non si può più andare avanti – dice ancora Franco Isceri – Stanno morendo tante donne che non lo meritano. Ormai è tardi, fate presto”. “Quanto vorrei – ha concluso – vedere una legge con l’unanimità della politica per difendere le donne”. Quanto all’assassino, il paà di Lorena dice di non averlo mai conosciuto. “Ormai ho 78 anni, ho i capelli bianchi e di esperienza nella vita ne ho. Un pochettino di paura l’avevo, altrimenti non sarei stato sempre a dirle “denunciamolo”. Lei era una ragazza buona, non lo voleva rovinare. Non ci ha dato tempo quel mascalzone”.

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