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Scalata Mps-Mediobanca, nelle carte dei pm anche il ruolo del ministero dell’Economia

di Redazione Libri Arte
30/11/2025
Tempo di lettura: 3 minuti
Scalata Mps-Mediobanca, nelle carte dei pm anche il ruolo del ministero dell’Economia

Il ministero dell’Economia ha avuto un ruolo nella scalata di Mps a Mediobanca. È quanto emerge dal decreto di perquisizione e sequestro, eseguito giovedì dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, firmato dai pm di Milano Giovanni Polizzi e Luca Gaglio che, con il procuratore aggiunto Roberto Pellicano, coordinano l’inchiesta sul risiko bancario. Aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza – Consob, Bce e Ivass – sono i reati contestati agli indagati: l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, il presidente di Luxottica e di Delfin Francesco Milleri e l’ad di Monte dei Paschi di Siena Luigi Lovaglio.

Per approfondire Agenzia ANSA Il Mef si difende, ‘da Giorgetti nessuna ingerenza’ Schlein e Conte: ‘Il governo chiarisca subito in Parlamento’


L’ipotesi dell’accusa è che abbiano “occultato al mercato” un presunto concerto “omettendo comunicazioni dovute” a chi è deputato ai controlli. Iscritti anche il Gruppo Caltagirone e Delfin, la holding di Luxottica per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. Al centro della vicenda giudiziaria c’è la cosiddetta procedura di Abb, Accelerated Book Building – i collocamenti di titoli accelerati che si rivolgono principalmente agli investitori istituzionali – con cui il Mef nel novembre 2024 ha ceduto in pochi minuti il 15% delle azioni Mps, pacchetto rilevato da Delfin, dal Gruppo Caltagirone, da Banco Bpm e da Anima. Una mossa strategica per raggiungere un altro obiettivo, sempre secondo l’accusa e le intercettazioni agli atti del fascicolo, ovvero il controllo di Generali, tra i principali colossi assicurativi del mondo. “Non è spiegabile, se non nel senso di voler pilotare l’attività di dismissione, l’affidamento del ruolo di bookrunner unico a Banca Akros, intermediario con una sola esperienza di Abb alle spalle, peraltro di entità notevolmente inferiore a quella in esame, laddove i precedenti Abb del Mef erano stati affidati a un pool di banche internazionali”, scrivono nell’atto di perquisizione i pm di Milano, secondo cui Banca Akros sarebbe stata sponsorizzata dal Tesoro, pur non avendo i requisiti necessari per una simile operazione. Che, a detta degli inquirenti e degli investigatori, “si è svolta in patente violazione” delle norme sull’avvio del processo di dismissione della partecipazione del Mef in Montepaschi, e delle “regole di trasparenza raccomandate”.

Per approfondire Agenzia ANSA Akros, la piccola banca del maxi-collocamento Banca Akros è la banca d’investimento di Banco Bpm, il gruppo guidato da Giuseppe Castagna che si contende con Bper e Mps lo scettro di terza banca del Paese. 


 Per esempio, “non è stata competitiva, perché nei fatti non è stato dato modo ad eventuali altri offerenti (ad esempio Unicredit) di conoscere dimensioni e prezzo della cessione”, permettendo altre “offerte migliorative”, ed è stata eseguita in modo da precludere la partecipazione di altri investitori. “Chiamammo Akros per Mps ma dissero di aver già chiuso”, è quanto dichiarato al riguardo dall’ad di Unicredit Andrea Orcel sentito come testimone. Il suo verbale è tra quelli raccolti dai pubblici ministeri ed è riportato, in parte, nel provvedimento di perquisizione. Inoltre, il gruppo Caltagirone, Delfin, Anima e Bpm erano stati contattati dal Mef già ad ottobre 2024 per partecipare al collocamento della quota del 15% di Mps, avvenuto a novembre 2024, nonostante il direttore generale del Tesoro Francesco Soro, con la Consob, avesse “negato contatti o interlocuzioni con gli investitori” che hanno partecipato all’Abb gestito da Banca Akros.

Per approfondire Agenzia ANSA Scalata a Mediobanca: indagati Lovaglio, Milleri e Caltagirone Accusati di aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza. Mps scivola in Borsa


 In questo quadro, si inseriscono le conversazioni tra gli indagati intercettati nel mesi scorsi. Con Lovaglio che dice a Caltagirone “Generali è strategica fin dall’inizio” e il banchiere che gli rivela, a proposito del voto contrario del fondo statunitense Blackrock all’offerta pubblica di acquisto di Mps su Mediobanca, l’intervento del ministro Giorgetti. “Qualcuno ci ha fatto il bidone, perché Blackrock è un 2% […] Esatto, perché io ho scritto al Ceo, e so che il ministro ha scritto un sms perché io gli ho detto ‘Oh, guarda che non ha votato!”. Per i pm, il Mef avrebbe anche imposto o quantomeno richiesto le dimissioni di tre consiglieri indipendenti, consentendo a Caltagirone e Delfin “di entrare nella ‘cabina di regia’ della banca senese”. E avrebbe “disapprovato la mossa difensiva di Mediobanca”, ovvero la proposta di uno scambio della sua quota in Generali in azioni Banca Generali, una reazione “rispetto all’ops ostile di Bmps”.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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