La 5/a edizione di
Dolcevita-sur-Seine, il festival che celebra il gemellaggio
esclusivo tra Roma e Parigi, ha riunito dal 2 al 6 luglio alle
Arènes de Lutèce della capitale francese oltre 13.000
spettatori, confermando il legame sempre più forte del pubblico
parigino con il cinema e la cultura italiana. In programma 21
film, tra proeizioni in sala e en plein air, di cui 5
cortometraggi, una retrospettiva, anteprime, un Prix du Public,
una mostra fotografica, un laboratorio teatrale
inclusivo, e, per la prima volta, un grande concerto in piazza
con il dj set RomanoDisco.
Grande successo anche a Roma per Nouvelle Vague sul Tevere,
il versante romano della festa, che porta Parigi a Roma con
giornate di cinema e incontri alla Casa del Cinema di Villa
Borghese e a Villa Medici. I due festival sono sostenuti dalle
municipalità delle due capitali, Ville de Paris e Roma Capitale,
e realizzati dalle associazioni Palatine a Parigi e Lutetia a
Roma. Alle Arènes de Lutèce, la piazza di Dolcevita ha
registrato quest’anno un’affluenza eccezionale. “Una piazza
magnifica, mi sento a casa”, ha detto Alba Rohrwacher, arrivata
a Parigi per presentare in anteprima “Tre ciotole”, insieme alla
regista Isabel Coixet e all’attrice Galatéa Bellugi. Il film
uscirà nelle sale francesi il 2 settembre, distribuito da Nour
Films.
Roma è stata al centro di questa edizione speciale, in
particolare con ÉTERNA, la retrospettiva realizzata in
collaborazione con Cinecittà, main partner di
Dolcevita-sur-Seine. Un viaggio nella Roma del cinema attraverso
grandi classici italiani restaurati, proiettati in sala e
all’aperto, davanti ad Arènes sempre piene. Dolcevita-sur-Seine
ha beneficiato anche quest’anno di un forte sostegno
istituzionale.
Come fin dalla prima edizione, l’Ambasciata d’Italia in Francia
ha sostenuto il festival nell’ambito delle iniziative di
diplomazia culturale, e l’Ambasciatrice Emanuela D’Alessandro ha
preso parte alla serata inaugurale. Il Console generale
d’Italia, Jacopo Albergoni, ha consegnato il Prix Ristretto 2026
a Gabriele Manzoni per il cortometraggio Un Sole Bellissimo,
nell’ambito del concorso che ogni anno mette in dialogo La Fémis
e il Centro Sperimentale di Cinematografia.
Tra i momenti più emozionanti, l’incontro con Ninetto Davoli,
accompagnato dal direttore dell’Istituto Italiano di Cultura,
Antonio Calbi, prima della proiezione di Uccellacci e uccellini
di Pier Paolo Pasolini. Altro momento centrale è stato il Prix
du Public Dolcevita – Italian Screens, sostenuto da
Italian Screens, il programma di promozione del cinema italiano
all’estero promosso dalla Direzione Generale Cinema e
Audiovisivo del Ministero della Cultura, in collaborazione con
il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione
Internazionale e Cinecittà.
Cinque film inediti in Francia, tutti diretti da donne, erano
in concorso al Paris Cinéma Club. Il premio è stato assegnato a
“Gioia Mia” di Margherita Spampinato. Presente a Parigi, Roberto
Stabile, responsabile del dipartimento Internazionalizzazione di
Cinecittà, ha salutato “la vitalità del nuovo cinema italiano,
che vediamo brillare anche all’estero”. Questa edizione ha
segnato anche l’arrivo del teatro alle Arènes con il Laboratorio
Teatrale Integrato Piero Gabrielli, progetto emblematico del
Teatro di Roma, accompagnato a Parigi dal presidente della
Fondazione Teatro di Roma, Francesco Siciliano. Domenica sera,
Dolcevita-sur-Seine ha fatto ballare le Arènes con RomanoDisco,
concerto in piazza e ballo popolare romano-parigino organizzato
in collaborazione con il Comites Parigi. Più di mille persone
hanno partecipato alla serata, animata dal duo romano Krimson
Beats & Like Someone, al loro esordio parigino. Anche la
fotografia ha raccontato Roma capitale del cinema con la mostra
Roma, ville lumière, presentata da Steve Della Casa,
conservatore della Cineteca Nazionale, insieme ad Antonella
Felicioni, direttrice degli archivi della Cineteca. Steve Della
Casa ha inoltre introdotto davanti ad Arènes gremite due cult
romani: “Un sacco bello di Carlo Verdone” e “Brutti, sporchi e
cattivi” di Ettore Scola.
Il festival si è chiuso con Le Pigeon (I soliti ignoti) di
Mario Monicelli, presentato da Aurore Renaut, specialista
francese di cinema italiano, e salutato da Éric Toledano, che
con Olivier Nakache è uno dei maestri della commedia francese
contemporanea. “Dobbiamo tutto alla commedia all’italiana”, ha
detto davanti a una piazza conquistata. Parlando del suo ultimo
film, Juste une illusion, con Louis Garrel, ha aggiunto: “Ho
detto a Louis: fai come un attore della commedia all’italiana,
esprimi le cose gravi, sorridendo”.
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