“Il presente è il momento più
pericoloso, disperato e terribile. Penso che tutti sentiamo che
la sicurezza, che pensavamo di aver trovato, è scomparsa: il
mondo si sta fratturando davanti a noi, le persone si sentono
minacciate e sono stati trovati nuovi modi per sfruttare i
lavoratori, i contratti sono spariti e c’è tanta povertà”.
Queste le parole con cui il regista britannico Ken Loach ha
iniziato la sua lectio magistralis, collegato con l’Università
di Bologna in videoconferenza da Londra, dove il rettore
Giovanni Molari lo ha raggiunto per conferirgli la laurea ad
honorem in scienze filosofiche.
Loach, dopo aver ripercorso alcuni momenti importanti della
sua carriera cinematografica, ha detto la sua opinione sulla
politica attuale: “Nel mio Paese, tra i più ricchi al mondo, la
disuguaglianza è fortissima, la gente muore senza carità e c’è
tanta rabbia tra i giovani”. In più, ha aggiunto, “è di nuovo
con noi l’estrema destra, quella che pensavamo non avremmo più
visto, persone che forse non sono fasciste ma che usano quelle
tattiche”.
Sul fronte della politica internazionale, poi, Loach ha detto
che “l’occupazione militare e l’illegalità sono oggi tollerate
dai governi occidentali: è una vergogna che il mio Paese stia
inviando armi al governo che sta compiendo un genocidio”, in
Palestina. Alla fine, il regista britannico si è appellato “ai
miei amici stimati di Bologna, agli intellettuali: posso far
parte del modo in cui voi combattete tutto questo? La
solidarietà, la nostra conoscenza e la nostra passione sono le
nostre armi”.
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