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Palma d’oro a Mungiu per il film ‘Fjord’, a Cannes l’eco di guerre e diritti a rischio

di Redazione Libri Arte
24/05/2026
Tempo di lettura: 3 minuti

L’universo glamour di Cannes e la realtà del mondo fuori, fra guerre e ineguaglianze, dalla Russia alla Palestina, dal Rwanda ai diritti messi a rischio hanno trovato un costante punto di contatto nella cerimonia di chiusura della 79/a edizione, nella quale la giuria presieduta da Park Chan Wook ha assegnato la Palma d’oro a Fjord del romeno Cristian Mungiu, che vince per la seconda volta il massimo premio della Kermesse, a 19 anni dalla Palma conquistata nel 2007 per 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni. In Fjord, con protagonisti Sebastian Stan e Renate Reinsve, il cineasta racconta una coppia di immigrati che finisce sotto accusa per il modo in cui cresce i propri figli.
“Penso che nel cinema sia importante parlare di temi rilevanti – spiega nel suo discorso di ringraziamento – che sono facilmente reperibili e ci aiutano a capire la direzione in cui sta andando il mondo”. Ciò “che percepisco è che le società odierne sono frammentate, radicalizzate. E questo film è anche un impegno contro ogni forma di fondamentalismo – aggiunge -. È un messaggio di tolleranza, di inclusione, di empatia. Sono termini meravigliosi che tutti amiamo, ma dobbiamo mettere in pratica più spesso”.  

Per approfondire Agenzia ANSA ‘Fjord’, la Palma d’Oro a una storia da ‘famiglia del bosco’ – Notizie – Ansa.it Sebastian Stan e Renate Reinsve nel film di Mungiu ambientato in Norvegia (ANSA)

Ha fatto un uso ancora più diretto del palco il russo dissidente Andrei Zviagyntsev, vincitore del Grand Prix per Minotaur che si è rivolto direttamente a Vladimir Putin: “Milioni di persone su entrambi i lati della linea sognano una sola cosa: che i massacri finiscano finalmente. E l’unica persona che può porre fine a questa carneficina è il Presidente della Federazione Russa. Ponete fine a questa carneficina! Il mondo intero lo sta aspettando”. Un altro filo rosso della serata sono stati gli ex aequo: il premio alla regia andato a Javier Ambrossi e Javier Calvo per La bola negra (da loro un richiamo ai diritti Lgbtq, mentre in platea Penelope Cruz, cointerprete del film, si commuoveva) e Pawel Pawlikowski per Fatherland, che ha ricordato l’importanza della creatività umana per sconfiggere l’algoritmo.
E’ arrivata inoltre una doppia coppia di vincitori (dello stesso film) per migliore attrice e attore: Virginie Efira e Tao Okamoto per All of a Sudden di Hamaguchi Ryusuke e Emmanuel Macchia e Valentin Campagne ventenni e intensi protagonisti (oltre che i vincitori più entusiasti della serata) per Coward di Lukas Dhont, che si augurano che il film, su un amore omosessuale che nasce al fronte, aiuti i ragazzi che vivono lo stesso tumulto interiore ad accettarsi. Emmanuel Marre, vincitore del premio per la migliore sceneggiatura con Un uomo del suo tempo (Notre salut) sottolinea come il film, ambientato nel periodo di Vichy parli di piccoli tiranni “gli stessi che oggi quando sono a capo di uno stato, loro o di un’azienda, o di qualsiasi cosa, discriminano, bombardano e commettono genocidio”. Un richiamo che Xavier Dolan, introducendo il premio per la regia ha fatto recitando i versi del poeta palestinese Mahmoud Darwish.  

Per approfondire Agenzia ANSA Cannes, tutti i premi del 79/o festival – Notizie – Ansa.it Record di ex aequo (ANSA)

Tra le regine della serata Isabelle Huppert che ha reso un appassionato omaggio a Barbra Streisand, una delle sue Palme d’onore 2026 (l’altra è andata a Peter Jackson) rimasta negli Usa per un problema a un ginocchio. “In Barbra Streisand convivono pensiero e spettacolo, intelligenza e fascino popolare. Amo profondamente l’idea che si possa essere, nello stesso corpo, cantante e regista, attrice e scrittrice, ma dietro l’immensa voce c’è sempre una donna sola, prima della sua partitura, prima del suo testo, prima del suo film”. Un’artista sempre “in prima linea nella lotta per i diritti delle donne e per il loro ruolo nel cinema, una fervente sostenitrice dei diritti LGBTQ+” . In un duetto ideale Streisand ha risposto in un video messaggio: “In un mondo folle e instabile, che sembra essere colpito sempre più duramente ogni giorno, è rassicurante vedere i film in concorso a questo festival, realizzati da artisti provenienti da così tanti Paesi. Il cinema ha questa magica capacità di unirci, di aprire i nostri cuori e le nostre menti. Ed è proprio questo che celebriamo a Cannes”.    

Per approfondire Agenzia ANSA A Cannes vince l’Europa tra cinema civile e temi queer – Notizie – Ansa.it In questa 79/a del Festival delusione per Bardem e Almodovar (ANSA)

I 22 film in gara per la Palma d’oro

I 22 film in gara per la Palma d’oro erano: Amarga Navidad di Pedro Almodóvar, La Vie d’une femme di Charline Bourgeois-Tacquet, La Bola Negra di Javier Calvo et Javier Ambrossi, Coward di Lukas Dhont, Histoires Parallèles di Asghar Farhadi, Paper Tiger di James Gray, Das Geträumte Abenteuer di Valeska Grisebach, Soudain di Hamaguchi Ryusuke, L’Inconnue di Arthur Harari, Garance di Jeanne Herry, Sheep In The Box di Koreeda Hirokazu, Hope di Na Hong-jin, Nagi Notes di Fukada Koji, Gentle Monster di Marie Kreutzer, Notre Salut di Emmanuel Marre, Fjord di Cristian Mungiu, Histoires de la nuit di Léa Mysius, Moulin di László Nemes, Fatherland de Paweł Pawlikowski, The Man I Love di Ira Sachs, El Ser Querido de Rodrigo Sorogoyen, Minotaur di Andreï Zvyagintsev. 

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