“Quindi hai deciso che era ora. Posso
accettare la tua assenza, ma mai la tua morte. La memoria, il
ricordo e l’amore rimangono con noi per sempre, e credo che sia
così che non abbandoniamo mai veramente chi amiamo”. Comincia
così il lungo post Instagram con cui Pierpaolo Piccioli dice
addio a Valentino, morto oggi all’età di 93 anni.
“Verrò a salutarti, elegante e composto, consapevole del tuo
sguardo su di me (sicuramente farò un passo falso da qualche
parte). Intorno a me ci sarà un ordine immacolato, eppure saprò
che dietro tanta precisione c’era una leggerezza inaspettata.
Una brillantezza quasi innocente, come se ogni idea fosse sempre
la prima, come se la meraviglia non fosse mai svanita. Questo è
ciò che ha reso tutto possibile, e magico”, aggiunge lo
stilista, che ha collaborato per 25 anni con la maison
Valentino, di cui è stato anche direttore creativo, fino a marzo
2024. “Per te la bellezza non è mai stata un lusso né un
ornamento: era una forma di difesa, un luogo di sicurezza,
l’unico possibile. Una protezione, uno scudo contro il mondo.
Sei stato il mio mentore senza aver mai avuto bisogno di un
leggio. Mi hai insegnato che la moda è gioia, anche se
profondamente seria”.
“Mi passano per la mente mille ricordi – continua Piccioli,
oggi direttore creativo di Balenciaga – soprattutto l’infinita
pazienza con cui hai risposto alle innumerevoli domande con cui
ti ho consumato durante le prove, naturalmente con capelli e
trucco a posto. Farah Diba lascia la Persia. Studio 54, Bianca
Jagger a cavallo. La casa di Halston, e Nan Kempner.
Ho assistito a tutto ciò che vive nell’immaginario collettivo
della moda attraverso i tuoi occhi e le tue storie: le infinite
discussioni su Sanremo, e perché le scarpe di pelle non stanno
mai bene con un vestito in chiffon. Mi hai insegnato così tante
cose. Soprattutto, a non dubitare mai di me o delle mie idee. E
anche i fiocchi, sì: tu mi hai insegnato a disegnare i fiocchi
più belli del mondo”.
“E ho imparato – sottolinea ancora, parlando del legame con
Giammetti – che l’amore è protezione, perché il modo in cui
Giancarlo ti amava era uno scudo contro la durezza del mondo, e
il dono più prezioso che si possa desiderare. Ti saluterò così,
con gratitudine composta e un po’ di imperfezione. Perché anche
questo mi hai insegnato: che la precisione assoluta senza
umanità non lascia traccia, mentre un errore plasmato con
intelligenza può diventare stile. Hai creato un’eternità, un
luogo fatto di sogno e bellezza. Lì la morte non esiste, perché
non è necessaria. È un posto che rimarrà per me, per tutti, per
sempre”, conclude.
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