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Tornado Zalone sul cinema italiano, partenza sprint per il 2026

di Redazione Libri Arte
09/01/2026
Tempo di lettura: 3 minuti
Tornado Zalone sul cinema italiano, partenza sprint per il 2026

(di Francesca Pierleoni) I numeri erano già positivi, ma come prevedibile l’ “effetto tornado” di Checco Zalone ha portato una forte spinta ad incassi e presenze del cinema italiano nel 2025 e ora permette una partenza sprint per il 2026. E’ quanto emerge dai dati Cinetel del box office 2025 per il cinema in sala presentati a Roma.     L’anno scorso al box office italiano si sono incassati circa 500 milioni (496.552.723) di euro per un numero di presenze in sala pari a poco meno di 70 milioni (68.361.056) di biglietti venduti. Un mercato generale in tenuta, con un lieve aumento degli incassi (+0,5%) e una piccola discesa delle presenze (-2%) rispetto al 2024. Un pubblico che è in lieve maggioranza maschile (53%). Fondamentale il ruolo della produzione nazionale (coproduzioni incluse), che ha registrato 162.433.176 milioni di incassi (32,7% del totale box office; +33,7% rispetto al 2024) per un numero di presenze pari a 22.780.815 (il 33,3% del numero totale dei biglietti venduti; +27,2% rispetto al 2024).     Il primo incasso nella top ten generale del 2025 è, manco a dirlo, Buen Camino di Gennaro Nunziante, con Zalone mattatore per un box office di oltre 36 milioni (il 22,2% del totale della produzione italiana) e 4,4 milioni di presenze in soli sette giorni, in una classifica che comunque vede la presenza di ben quattro film italiani tra i primi 10 dell’anno: al terzo posto Follemente di Paolo Genovese; all’8/o Diamanti di Ferzan Ozpetek e al 9/o Io sono la fine del mondo, sempre diretto da Nunziante, con protagonista Angelo Duro. Completano la classifica gli stranieri Lilo & Stitch (secondo), Avatar: fuoco e cenere (quarto), Zootropolis 2 (quinto), Un film Minecraft (sesto); Jurassic world – La rinascita (settimo) e The conjuring – Il rito finale (decimo). Zalone traina anche il box office d’inizio 2026 (è arrivato finora a un passo dai 60 milioni di euro): “Nei primi 7 giorni dell’anno siamo a più di 43% di fatturato, più di 36% di ingressi” spiega Simone Gialdini presidente di Cinetel. Secondo la sottosegretaria alla cultura Lucia Borgonzoni, i numeri del 2025 dimostrano che “il prodotto italiano funziona: perché se da una parte abbiamo avuto l’incredibile risultato di Zalone, già prima avevamo avuto una quota italiana nel mercato molto importante, eravamo già al 29%”. Quello italiano “è un mercato sano – aggiunge – che non solo sta reggendo ma sta crescendo. I problemi vengono dal prodotto internazionale che è meno vincente rispetto agli anni scorsi”. L’Italia “è l’unico Paese europeo dove il prodotto nazionale nel 2025 supera per incassi e presenze la media del periodo 2017-2019 (+33% incassi, +18% biglietti)” osserva Alessandro Usai, presidente dell’Anica.     Nel 2025 sono stati distribuiti in sala 1.002 nuovi titoli di prima programmazione (61 in più rispetto al 2024) di cui 462 di produzione o co-produzione italiana (+29 rispetto al 2024, di cui 218 documentari) per una quota del 46,1% sul totale (46% nel 2024) e 540 di produzione internazionale (+32 rispetto al 2024) per una quota del 53,9% sul totale (54% nel 2024). Sale il numero dei documentari: rispetto ai 1.002 nuovi titoli complessivi, 317 sono stati film non fiction (+30 rispetto al 2024). Resta tuttavia la criticità di oltre la metà dei film con poca visibilità: escludendo i documentari, dei 685 nuovi titoli usciti in sala, meno della metà, 322, hanno avuto una distribuzione in più di 50 cinema (47% rispetto al 46,5% nel 2024). Tra questi, 98 titoli italiani e 224 internazionali. Sono stati distribuiti in sala anche 786 nuovi contenuti complementari (come eventi, riedizioni, cortometraggi: +109 rispetto al 2024) per un incasso di 19.8 milioni (il 4% del box office come nel 2024). Venendo agli spettatori, come evidenziato dai dati di “CinExpert”, nel 2025 c’è stato un aumento numerico del pubblico più adulto (dai 60 anni in su +26% rispetto al 2024) e si conferma l’importanza del pubblico tra i 15-24 anni, che pur in calo rispetto al 2024, rappresenta la quota più alta (22%) del pubblico in sala. Per quanto riguarda il 2026 i film in arrivo (tornano i blockbuster da Odissea di Nolan a Disclosure day di Spielberg) e l’ottima partenza di questi giorni “ci spingono a pensare – sottolinea Mario Lorini, presidente Anec a fine mandato – che questa annata abbia le potenzialità giuste per esprimere il vero valore del nostro mercato e per portarci molto più vicino ai numeri del periodo pre-pandemico”.    

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