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Caro-Natale tra spesa e voli, 800mila si sono indebitati per fare i regali

di Redazione Libri Arte
23/11/2025
Tempo di lettura: 4 minuti
Caro-Natale tra spesa e voli, 800mila si sono indebitati per fare i regali

Le festività natalizie si avvicinano inesorabili, come ogni anno. Da quando si tolgono gli addobbi di Halloween, in un battito di ciglia ci si ritrova circondati da alberi di Natale, palline e lucine colorate. Ogni anno ci si domanda quindi cosa fare a Natale, che tipo di pranzo e cena organizzare, quali regali comprare. Il tutto dietro a una domanda implicita e che non sente aria e spirito natalizio: ma con quale budget?
Circa il 10% dei 6 milioni di italiani che hanno già comprato i regali di Natale ha fatto ricorso a un prestito. Il problema del budget c’era e l’hanno risolto indebitandosi. Dopotutto, come spiegano gli esperti di Facile.it che hanno insieme a mUp Research condotto l’analisi, tra regali, addobbi, cenoni e festeggiamenti il Natale è un periodo di spese straordinarie che, se non gestite correttamente, possono mettere molto in difficoltà le famiglie. C’è chi spalma i costi durante più mensilità, anticipando la spesa alimentare e non di uno o due mesi, e chi invece acquista ora per pagare dopo. Infine c’è chi chiede un prestito per i regali o per andare in vacanza. Sono comunque ancora molti gli italiani che aspettano l’arrivo della 13esima per affrontare i costi del Natale, ma nel tempo le abitudini di acquisto, soprattutto quelle “anticipate”, sono cambiate proprio perché è diminuito il potere d’acquisto delle famiglie.

Italiani indebitati per Natale: il 10% ha chiesto un prestito
Facile.it ha commissionato a mUp Research un’indagine sulle abitudini dei consumatori alle prese con gli acquisti natalizi. I dati fotografano un periodo di difficile gestione economica familiare. Non è ancora arrivato dicembre, e sono appena poco più di 6 milioni gli italiani che hanno già comprato i regali di Natale. Tra questi il 10% ha fatto ricorso a un prestito.
Dei 6 milioni di italiani, circa 3 milioni hanno scelto l’acquisto con il contante (47%), mentre il 20% ha dichiarato di aver utilizzato un’app di pagamento digitale. Cresce l’utilizzo della formula buy now pay later (7,7%) con la quale gli italiani hanno acquistato uno o più prodotti, dilazionando il pagamento del carrello in tre o quattro rate senza interessi.
Infine, il 12% (circa 800mila persone) ha scelto di ricorrere al credito al consumo attraverso una forma di finanziamento o prestito personale per acquistare regali e vacanze natalizie o per affrontare più in generale le spese del periodo festivo.
Potremmo dire che abbiamo sviluppato abitudini che ci portano a spendere più di quanto possiamo permetterci, come fanno notare alcuni commentatori, o che, semplicemente, non riusciamo ad ammettere che non possiamo più permetterci quello che avevamo in passato.

Abitudini di acquisto: il Natale costa sempre di più
Il caro-Natale si declina in molti modi: dai voli per il rientro a casa dei molti lavoratori e studenti fuori sede, al carrello della spesa che vede l’inflazione sui beni alimentari continuare a crescere, fino all’aumento dei costi per i regali.
Non sono ancora stati resi noti i dati dell’aumento dei prezzi alimentari relativi al periodo natalizio, ma basta tornare indietro di un mese per notare come i dati di ottobre certifichino un’inflazione generale in rallentamento, ma un’inflazione alimentare in aumento. Tra gli alimenti più costosi spiccano:

il caffè (+20,6%);
il cioccolato (+10,1%);
la carne, i formaggi e le bevande analcoliche (+8,2%);
le uova (+7,4%);
il burro (+6,6%);
la frutta secca (+5,9%).

Così cambiano anche le abitudini d’acquisto. Da una parte c’è chi continua ad aspettare l’ultimo momento o quasi per fare la spesa e acquistare i regali, perché attende l’arrivo dello stipendio, della 13esima o del bonus a cui ha accesso; dall’altra parte c’è chi cerca di anticipare le spese, iniziando ad accumulare beni alimentari o regali già da ottobre e novembre. Infine c’è chi, come hanno mostrato i dati di Facile.it, decide di acquistare oggi, ma attraverso un prestito che continuerà a pagare nei mesi successivi.
Il Natale in famiglia: tra tradizione e necessità
Si parla di “trend” di ritorno a casa per il periodo di Natale. Una bella tradizione familiare, quella di passare insieme le festività natalizie. Che poi è un altro modo per dire che chi è single o vive in città più costose per lavoro o studio difficilmente riuscirebbe a sostenere le spese di Natale in autonomia. Il periodo di Natale nella casa materna e paterna è in qualche modo un sospiro di sollievo per le finanze personali. Con la scusa di incontrare nonni e zii, si risparmia sulla spesa, le bollette e perché no, sui regali.
Non è però così scontato dire che chi torna a casa per Natale risparmia. Bisogna prima di tutto capire se riesce a tornare a casa. Il caro-voli o treni, ma anche benzina e altri mezzi di spostamento, cresce durante le festività o si fa maggiormente sentire per via dell’aumento delle spese del periodo.
Il Natale in famiglia si può passare se si riesce a tornare a casa e ogni anno sono migliaia gli studenti e i lavoratori fuori sede che devono scegliere se spendere cifre molto alte per poter rivedere i propri cari o se rinunciare a questa spesa e magari restare da soli in casa durante le festività.
Le denunce sul caro-voli di Natale sono già iniziate e segnalano aumenti vertiginosi. Due esempi:

la rotta Torino-Catania supera i 200 euro;
voli da Milano a Perugia superano i 100 euro.

L’alternativa è il caro-treni oppure ore di macchina, mezzo con il quale si devono sostenere comunque costi elevati come carburanti e caselli autostradali. Da una parte c’è chi torna a casa per risparmiare, riuscendo in qualche modo a mantenere le tradizioni di famiglia intatte e chi invece non riesce neanche ad acquistare il biglietto. Altro che trend: non c’è nessuna moda, ma solo una crisi strisciante.

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