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Inflazione, a luglio rallenta al 2,9% ma per le famiglie arriva una stangata da 1.020 euro

di Redazione Libri Arte
13/08/2026
Tempo di lettura: 3 minuti
Inflazione, a luglio rallenta al 2,9% ma per le famiglie arriva una stangata da 1.020 euro

L’inflazione rallenta leggermente a luglio, ma la spesa delle famiglie continua a crescere. Secondo i dati Istat, il tasso tendenziale si attesta al 2,9%, dal 3,0% di giugno, mentre la variazione mensile è dello 0,3%. Per i bilanci degli italiani questo significa centinaia di euro di spesa in più all’anno, soprattutto per casa, trasporti, ristorazione e vacanze.

Unione Nazionale Consumatori: “stangata vacanze”
Per l’Unione Nazionale Consumatori (Unc) il quadro che emerge dai dati di luglio è “pessimo e allarmante”. L’associazione contesta la lettura rassicurante del rallentamento tendenziale e definisce il dato un “giochino matematico”. Secondo il presidente Massimiliano Dona:
il dato si abbassa non perché l’indice scende nel luglio del 2026 ma perché era salito nel luglio 2025, quando l’inflazione mensile decollò dello 0,4% rispetto a giugno 2025. Il valore che conta davvero, invece, è che mentre a giugno l’inflazione si era fermata, registrando una variazione nulla, a luglio ha ripreso la sua corsa con un preoccupante +0,3%.
Quanto pesa l’inflazione sui diversi tipi di famiglia
L’Unc ha stimato l’impatto dell’inflazione di luglio, voce per voce, su tre tipologie di nuclei: famiglia media, coppia con 2 figli, coppia con 1 figlio. Il risultato evidenzia un forte aumento della spesa, particolarmente pesante per le famiglie con figli, penalizzate soprattutto dai rincari di trasporti e servizi turistici.

Divisioni di spesa
Famiglia media (euro)
Coppia con 2 figli (euro)
Coppia con 1 figlio (euro)
Inflazione annua di luglio (%)

Prodotti alimentari e bevande analcoliche
90
130
114
+1,4

Bevande alcoliche, tabacco e droghe
12
16
17
+2,4

Abbigliamento e calzature
11
20
15
+0,9

Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili
289
311
309
+7,2

Arredamenti, apparecchi per uso domestico e manutenzione corrente dell’abitazione
23
32
29
+1,7

Sanità
18
22
22
+1,3

Trasporti
153
252
234
+4,3

Informazione e comunicazione
2
3
2
+0,2

Ricreazione, sport e cultura
10
17
14
+0,8

Servizi di istruzione
3
10
6
+1,6

Servizi di ristoranti e servizi di alloggio
66
115
92
+3,4

Servizi finanziari e assicurativi
17
25
23
+1,9

Assistenza alla persona, protezione sociale e beni e servizi vari
51
67
69
+3,2

Totale rincaro annuo
746
1020
946
+2,9

Carrello della spesa
99
143
127
+1,0

La lettura del Codacons
Anche il Codacons sottolinea come il dato del 2,9% non rifletta ancora pienamente la fiammata dei carburanti iniziata nella seconda metà di luglio. Secondo l’associazione, gli aumenti sono destinati a riversarsi nei prossimi mesi sull’inflazione e sui prezzi al dettaglio.
Ma la vera stangata per il Codacons arriva dalle tariffe energetiche e dai servizi legati alle vacanze. Con i consumi elettrici domestici ai massimi nel periodo estivo, le famiglie si trovano a fare i conti con:

prezzi dell’elettricità nel mercato tutelato a +9,7% a luglio (+4,5% su giugno);
tariffe dell’elettricità nel mercato libero a +13,9% (+4% su giugno).

A questi si aggiungono gli aumenti delle forniture di gas, che contribuiscono a zavorrare la spesa complessiva per la casa.
Vacanze più care
Sul fronte turistico, il Codacons evidenzia uno scenario differenziato:
le tariffe dei voli nazionali registrano infatti un incremento su base annua del 6,2%. Di contro i prezzi dei voli internazionali, anche a causa della crisi in Medio Oriente, crollano del -7,6%. I traghetti invece rincarano del 2,5%, le auto a noleggio del 3,4%, gli alberghi del 3% e i villaggi vacanza del 2,9%.
Chi sceglie di restare in Italia per le vacanze estive si trova a fronteggiare prezzi più alti per spostarsi e soggiornare. Chi vola all’estero può invece beneficiare, almeno in parte, del calo delle tariffe internazionali, ma il vantaggio può essere attenuato dall’incertezza geopolitica e dai costi energetici interni.
Come sono cambiati i consumi negli anni
Negli ultimi trent’anni i bilanci delle famiglie italiane si sono spostati sempre più verso servizi e tempo libero, riducendo il peso dei beni tradizionali. Nel 2025 la spesa pro capite reale per consumi ha raggiunto i 23.261 euro, superando sia i livelli pre‑Covid sia il picco del 2007, ma non in modo uniforme per tutte le voci.
Tecnologia, comunicazioni e servizi culturali guidano la crescita, mentre alimentazione domestica, abbigliamento e arredi restano stagnanti, segno di una domanda più prudente in un contesto macroeconomico ancora incerto.

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