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Pirelli alla Cina, Camfin rifiuta la proposta di Sinochem per scorporare l’azienda

di Redazione Libri Arte
28/01/2026
Tempo di lettura: 2 minuti
Pirelli alla Cina, Camfin rifiuta la proposta di Sinochem per scorporare l’azienda

Per proteggere il business americano di Pirelli e fare pace dopo lo stop al patto, Sinochem lancia una proposta a Camfin: isolare la tecnologia Cyber Tyre. Lo afferma una nota di China National Tire & Rubber Corporation (Cnrc), la controllata di Sinochem che detiene il 34,1% della casa madre degli pneumatici. Il piano prevede lo scorporo delle attività legate agli pneumatici intelligenti Cyber Tyre e di trasferirle in una nuova società indipendente, a sola gestione italiana.
La proposta intende superare l’ostacolo delle nuove regole statunitensi che, da metà marzo, vieteranno la vendita e l’importazione di veicoli tecnologici di aziende legate a Cina e Russia. Per Pirelli, l’esclusione dal mercato Usa significherebbe perdere l’accesso a un bacino che genera circa il 20% dei suoi ricavi.
Dall’altro, è un modo per fare pace per Sinochem dopo il mancato rinnovo del patto tra la holding italiana e il gruppo di Pechino. Ma Camfin ha già rifiutato la proposta cinese.

Cosa chiede Sinochem
Nel concreto, il piano prevedeva il distacco delle attività sensibili legate allo sviluppo e alla commercializzazione degli pneumatici intelligenti Cyber Tyre in una controllata di Pirelli. La guida operativa di questa nuova entità sarebbe stata affidata ad un manager di Camfin, la holding di Marco Tronchetti Provera. Un modo che avrebbe garantito una separazione gestionale e di controllo dal socio cinese, che ricorda la strategia adottata da piattaforme come TikTok.
Cnrc aveva definito la sua idea “costruttiva” e ha ribadito la “piena disponibilità al dialogo” con Pirelli e Camfin, auspicando una valutazione neutrale e cooperativa.
La risposta di Camfin
La risposta italiana non si è fatta attendere ed è stata un netto rifiuto. Camfin, secondo azionista di Pirelli con il 27,3%, ha respinto senza mezzi termini l’ipotesi avanzata dalla controparte cinese. La holding guidata da Marco Tronchetti Provera giudica la proposta inefficace dal punto di vista regolamentare, sostenendo che lo scorporo:
sarebbe pregiudizievole per il modello di business di Pirelli e per lo sviluppo tecnologico della società e […] non consentirebbe a Pirelli, in ogni caso, di essere in linea con la normativa americana sui veicoli connessi.
Camfin aggiunge di aver avanzato una proposta alternativa nell’interesse degli stakeholder che avrebbe consentito l’allineamento “con certezza” alle regole statunitensi. Resta però il fatto che l’impasse non è stata superata, mentre il fattore tempo pesa sempre di più: le nuove normative americane entreranno in vigore il 17 marzo.
I dissidi tra i due gruppi
I contrasti tra Pirelli e Sinochem sono riemersi dopo la decisione di Camfin di non rinnovare il patto parasociale con il gruppo cinese. L’intesa siglata nel 2023 tra i due recepiva le disposizioni del Decreto Golden Power; in pratica, qualsiasi futura modifica dell’accordo avrebbe dovuto essere nuovamente sottoposta al controllo dell’Esecutivo.
A complicare ulteriormente la situazione si aggiunge il rinnovo del consiglio di amministrazione: le liste dei candidati dovranno essere presentate almeno 25 giorni prima dell’assemblea convocata per il 25 giugno.

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