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Prestiti per la casa, il caro bollette vale 900 milioni: dove vanno i soldi degli italiani

di Redazione Libri Arte
03/06/2026
Tempo di lettura: 2 minuti
Prestiti per la casa, il caro bollette vale 900 milioni: dove vanno i soldi degli italiani

Gli italiani hanno richiesto quasi 900 milioni di euro di prestiti (887 milioni di euro per la precisione) per migliorare l’efficienza energetica delle proprie abitazioni, contrastare il caro energia e, in molti casi, aumentare il valore del proprio patrimonio immobiliare. La richiesta di denaro smette di essere generica quindi, e viene destinata ad acquisti specifici. Analizzando infatti la destinazione dei fondi, emerge chiaramente quali siano le priorità degli italiani.

Prestiti per la casa, di quanto sono aumentati i prestiti green
Secondo l’analisi di CRIF, i finanziamenti per gli interventi “green” hanno raggiunto nel 2025 un importo medio di circa 5.000 euro a richiesta. Nel secondo semestre dell’anno si è registrato un incremento del 49% rispetto ai primi sei mesi, confermando una domanda in forte accelerazione.
È stata in particolare l’impennata dei prezzi dell’energia registrata dal 2022 in poi a spingere milioni di famiglie a ripensare i propri consumi domestici, non più soltanto per risparmiare nell’immediato, ma per ridurre strutturalmente i costi fissi.
Dove finiscono i soldi: energia e infissi dominano il mercato
Il maggior numero di prestiti – il 39% del totale finanziato nel 2025 – ha interessato il settore dell’energia. In questa categoria rientrano interventi come:

impianti fotovoltaici;
sistemi di accumulo;
pompe di calore;
caldaie ibride;
solare termico.

Tutti investimenti che promettono un ritorno economico nel medio periodo attraverso la riduzione delle bollette.
Subito dietro c’è il comparto “infissi”, che pesa per il 34% dei volumi erogati. È il segmento che cresce di più, registrando un +80% tra primo e secondo semestre del 2025. Questo perché cambiare finestre e serramenti è uno degli interventi con il miglior rapporto tra costo e beneficio energetico. Una casa con infissi efficienti disperde meno calore d’inverno e mantiene meglio il fresco d’estate, riducendo il ricorso a climatizzatori e riscaldamento.
Al terzo posto troviamo il settore “stufe”, con il 16% dei volumi e una crescita del 42%. Qui pesano soprattutto le vendite di stufe a pellet e biomassa, tornate popolari dopo la crisi del gas.
Più marginale il segmento “bici”, che rappresenta il 6% del totale, in calo dell’11%. Un dato che suggerisce come il credito green si stia spostando sempre più verso investimenti domestici e meno verso la mobilità leggera.
Importi chiesti e profilo degli utenti
Dall’analisi dei numeri emerge poi che sono gli over 50 la fascia che accede maggiormente a questi prestiti. Dal punto di vista giuridico, inoltre, le persone fisiche rappresentano l’88% del totale finanziato, mentre le ditte individuali pesano per il 6,2% e le società per il 5,8%.
La maggior parte degli interventi non riguarda ristrutturazioni radicali, ma miglioramenti mirati. La distribuzione dei prestiti mostra infatti che:

il 33,7% è sotto i 5.000 euro;
il 20,7% va da 5.000 a 9.999 euro;
il 18,6% si colloca tra 10.000 e 14.999 euro.

Un altro aspetto interessante riguarda il ruolo che giocano gli incentivi pubblici. Infatti, molti consumatori utilizzano il prestito per anticipare la spesa e poi recuperano parte dell’investimento attraverso le detrazioni fiscali. Di fatto, il credito diventa una leva per rendere accessibili lavori che altrimenti sarebbero rinviati.
Perché le banche guardano con interesse a questo mercato
Per il settore finanziario i prestiti green da un lato generano nuovi volumi di business in un contesto in cui il credito tradizionale rallenta, dall’altro presentano un rischio relativamente contenuto.
Secondo i dati CRIF:

il 57,9% dei prestiti green rientra nella fascia di rischio basso;
il 36,3% in quella media;
solo l’1,9% è classificato come alto rischio.

E sono proprio queste percentuali a rendere questo segmento particolarmente appetibile per banche e finanziarie.

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