Il governo del presidente Luiz
Inácio Lula da Silva ha protestato contro la decisione degli
Stati Uniti di revocare il visto all’ambasciatrice brasiliana a
Washington, Maria Luiza Ribeiro Viotti, 72 anni. La misura,
annunciata dall’amministrazione di Donald Trump, è stata
definita da Brasilia basata su motivazioni “false” e parte di
una “escalation deliberata di misure ostili al Brasile”.
Secondo una nota della Segreteria di comunicazione della
Presidenza brasiliana, la decisione statunitense “non è un fatto
isolato” e sarebbe collegata anche al tentativo di “interferire
nelle prossime elezioni presidenziali”. Washington ha adottato
la misura dopo il mancato via libera del Brasile alla nomina di
Daniel Perez come nuovo ambasciatore Usa a Brasilia.
Itamaraty ha spiegato che il nome del candidato americano
sarebbe stato reso pubblico prima della richiesta formale di
gradimento, violando secondo il governo brasiliano le procedure
previste dalla Convenzione di Vienna sulle relazioni
diplomatiche. Brasilia ha inoltre difeso il rifiuto del visto a
due funzionari statunitensi che intendevano visitare il Paese
per mettere in discussione l’integrità del sistema elettorale
brasiliano, definendo l’iniziativa un “tentativo inaccettabile
di interferenza” nel processo politico nazionale.
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