Il leader dissidente cubano José
Daniel Ferrer ha affermato che una futura transizione
democratica a Cuba non dovrà essere costruita “sulla base della
vendetta”, ma su giustizia, riconciliazione e unità nazionale.
In un’intervista concessa al sito 14ymedio della giornalista
Yoani Sánchez, il fondatore dell’Unione patriottica di Cuba
(Unpacu), più volte incarcerato dal regime, ha sostenuto che
“non costruiremo una Cuba fraterna, umana e prospera sull’idea
dell’occhio per occhio”.
Ferrer ha riconosciuto che “sarà difficile controllare
completamente il desiderio di rivalsa” dopo decenni di
repressione, torture e carcerazioni politiche, ma ha insistito
sulla necessità di evitare “una nuova dittatura”. Secondo il
dissidente, “quanto accaduto negli ultimi 67 anni non deve
ripetersi mai più nella storia cubana”.
L’oppositore ha inoltre chiesto maggiore unità tra le forze
anti-castriste, invitando a “mettere la patria al di sopra delle
ideologie e delle ambizioni politiche”. Ferrer ritiene che il
regime sia ormai sostenuto da apparati “stanchi della crisi
economica e sociale” e ha definito “ridicola” l’ipotesi di un
bagno di sangue evocata dal presidente cubano Miguel Díaz-Canel.
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