Il presidente boliviano Rodrigo Paz
ha lanciato un appello alla “maturità democratica” e a una
“tregua” nazionale per porre fine a un mese di blocchi stradali
e mobilitazioni che stanno paralizzando il Paese. Intervenendo a
Cochabamba, il capo dello Stato ha invitato le diverse forze
sociali e politiche a favorire la riconciliazione e a evitare
un’ulteriore escalation delle tensioni.
“È il momento della maturità della democrazia, i violenti non
possono vincere”, ha affermato Paz, dicendosi fiducioso che nei
prossimi giorni possa ridursi la sofferenza della popolazione,
in particolare nel dipartimento di La Paz, uno dei più colpiti
dalle proteste e dalla carenza di beni essenziali.
L’appello arriva mentre il Paese entra nel secondo mese di
conflitto sociale, con oltre cento punti di blocco promossi
dalla Central Obrera Boliviana (Cob), organizzazioni contadine e
settori vicini all’ex presidente Evo Morales. La Cob ha però
escluso qualsiasi dialogo con il governo e ha ribadito la
richiesta di dimissioni del presidente. Paz ha infine respinto
le accuse di voler privatizzare l’economia, sostenendo invece un
modello che favorisca “la collaborazione tra settore pubblico e
iniziativa privata”.
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