Cresce la preoccupazione
in Messico dopo l’ordine esecutivo firmato dal presidente
statunitense Donald Trump che impone alle banche Usa controlli
più severi sullo status migratorio dei clienti, comprese le
operazioni di trasferimento di denaro verso l’estero. Secondo
economisti e analisti, riporta il sito della rivista Proceso, le
nuove misure potrebbero colpire duramente le rimesse inviate dai
migranti messicani negli Stati Uniti, una voce che rappresenta
circa il 3,5% del Pil nazionale e il 5% dei consumi interni.
L’ordine della Casa Bianca chiede agli istituti finanziari di
monitorare i rischi legati a clienti “soggetti a deportazione” e
sostiene che i trasferimenti transfrontalieri di piccola entità
possano essere usati per finanziare narcotraffico, tratta di
esseri umani e altre attività illegali.
Secondo la direttrice di Analisi economica del Grupo
Financiero Base, Gabriela Siller, circa il 35% degli 11,5
milioni di messicani residenti negli Usa si trova in situazione
migratoria irregolare ed è responsabile di quasi il 40% delle
rimesse dirette al Paese. Un eventuale blocco potrebbe provocare
un crollo delle rimesse tra il 10% e il 20% annuo, con gravi
conseguenze per milioni di famiglie messicane.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA





