I familiari dei 43
studenti della scuola magistrale rurale di Ayotzinapa, scomparsi
nel settembre 2014 nello Stato di Guerrero, hanno denunciato una
nuova campagna di “criminalizzazione” nei loro confronti dopo
che le autorità di Città del Messico avrebbero bloccato il
passaggio di 17 autobus che trasportavano studenti diretti a una
mobilitazione nella capitale. L’episodio ha portato
all’annullamento di una riunione prevista oggi con
rappresentanti del ministero dell’Interno, del ministero degli
Esteri, della Procura generale e dell’ufficio speciale
incaricato delle indagini sul caso.
Durante una manifestazione presso l’Antimonumento dei 43, i
genitori hanno accusato l’amministrazione della presidente
Claudia Sheinbaum di ostacolare le proteste e di non dare
seguito alle richieste di verità e giustizia, a quasi dodici
anni dalla scomparsa dei giovani. I familiari chiedono
l’apertura di nuove linee d’indagine, l’estradizione di alcuni
ex funzionari ricercati all’estero e il ritorno del Gruppo
interdisciplinare di esperti indipendenti (Giei), sostenendo che
il caso resta irrisolto e che molte responsabilità devono ancora
essere accertate.
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