Opposizione e sindacati
venezuelani tornano in piazza contro il governo ad interim di
Delcy Rodriguez, con due mobilitazioni ravvicinate tra Venezuela
e comunità all’estero. La leader conservatrice Maria Corina
Machado ha convocato per domenica proteste in patria e in oltre
120 città del mondo, mentre le organizzazioni dei lavoratori
hanno annunciato una marcia il 7 maggio verso l’ambasciata degli
Stati Uniti. La premio Nobel per la Pace 2025 ha invitato a
manifestare in sostegno dei detenuti politici e dei
“perseguitati”, chiedendo libertà, giustizia e democrazia.
“Hanno bisogno della nostra voce”, ha dichiarato in un messaggio
sui social, annunciando che le iniziative coinvolgeranno anche
America ed Europa, con presidi previsti in diverse città, tra
cui Roma.
Nonostante la cattura di Nicolas Maduro da parte
degli Stati Uniti, le aperture economiche del governo ad interim
e l’approvazione di una legge di amnistia, restano circa 500 i
detenuti per motivi di opinione nel Paese. Sul fronte interno,
la Coalizione sindacale nazionale ha convocato una
manifestazione per il 7 maggio. Il corteo partirà da Plaza
Alfredo Sadel per raggiungere la sede diplomatica statunitense.
Il leader sindacale José Patines ha spiegato che l’obiettivo è
chiedere libertà sindacale, aumenti salariali e la fine della
repressione. Le proteste si inseriscono in un clima di tensione
crescente, segnato da rivendicazioni sociali e accuse di
limitazioni ai diritti civili, mentre il Paese attraversa una
fase politica ed economica ancora instabile.
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