Mentre non si placano le polemiche sul risiko bancario e va avanti l’indagine della procura di Milano sulla vendita del 15% delle azioni di Mps da parte del Mef, la maggioranza blinda il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
E’ toccato a Forza Italia e Noi moderati difendere il titolare di via XX Settembre, garantendo della sua ‘correttezza’. Silente ancora palazzo Chigi. Intanto l’opposizione parla apertamente di ‘bancopoli’ e continua a chiedere che Giorgetti venga a riferire alle Camere.
Sulla necessità di un’indagine conoscitiva insiste +Europa, che con Benedetto Della Vedova attacca il governo spiegando che ‘l’uso del Golden Power per bloccare UniCredit è stato messo in atto in modo arbitrario’.
A confermare i timori dell’esecutivo che la vicenda bancaria possa aggravarsi sono i nuovi dettagli dell’inchiesta che indicano come il Mef disapprovò la reazione ostile di Mediobanca all’operazione.
A parlare, secondo gli inquirenti, questa volta è il direttore generale delle Partecipazioni del ministero e consigliere di Bmps Stefano Di Stefano: ‘Mediobanca sta facendo di tutto per contrast… per salvare il posto al suo amministratore delegato di fronte all’operazione con Monte dei Paschi…dobbiamo tenerne conto perché è un approccio molto antigovernativo’, le sue parole in una telefonata con Alessandro Tonetti, vicedirettore generale di Cdp.
Per approfondire Agenzia ANSA ‘Il Mef disapprovò la reazione di piazzetta Cuccia’ – Notizie – Ansa.it Carte dei pm, Di Stefano: ‘Teniamone conto, approccio antigovernativo’ (ANSA)
La conversazione viene riportata nel decreto di perquisizione e sequestro dei magistrati milanesi che indagano sulla scalata di Mps a Mediobanca nei confronti dell’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, del presidente di Luxottica e Delfin Francesco Milleri e dell’ad di Monte dei Paschi di Siena Luigi Lovaglio. Se nella serata di sabato era intervenuto il Mef a cercare di placare le acque – ‘dal ministro Giorgetti nessuna ingerenza né interferenza’ nella procedura di vendita e nelle operazioni che ne sono poi seguite – ci ha pensato il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, a difendere il collega: ‘Io ho la massima fiducia nel ministro Giorgetti che si è sempre comportato correttamente, quindi attaccarlo è fuori luogo. Noi lo difendiamo perché ribadiamo che si è sempre comportato correttamente’, ha assicurato il titolare della Farnesina.
Sulla stessa lunghezza d’onda il leader di Noi moderati, Maurizio Lupi, che definito ‘vergognose strumentalizzazioni’ quelle delle opposizioni. ‘La magistratura faccia quello che deve fare, ma pensare come sempre – ha spiegato Lupi – di utilizzare i giudici per far venire meno oggi uno dei ministri, che più ci sta rappresentando e che più sta facendo esattamente quello che noi moderati vogliamo fare (responsabilità, concretezza, attenzione ai fondi pubblici e al debito pubblico) mi sembra una cosa vergognosa’.
Per approfondire Agenzia ANSA Schlein: ‘Il Pd è il perno fondamentale dell’alleanza, sarò la segretaria di tutti’ – Notizie – Ansa.it La segretaria dem: ‘Un ruolo costruito sul campo, tornata dopo tornata. Non partiamo da zero, tante sono le proposte legislative che hanno unito i gruppi della coalizione progressista, abbiamo organizzato piazze’ (ANSA)
In effetti ambienti di maggioranza spiegano come la cautela su questa vicenda sia d’obbligo, anche tenendo presente la delicatezza del momento, con il Mef impegnato nel varo di una legge di Bilancio assai complessa. L’opposizione attacca e sottolinea l’impatto politico più che giudiziario di un’inchiesta che molti ritengono sia solo all’inizio.
I Cinque stelle colpiscono duro spiegando, attraverso il vicepresidente Mario Turco, che quanto sta emergendo ‘mostra con chiarezza come il governo Meloni-Giorgetti, dopo aver portato il Paese alla crescita zero e a tre anni consecutivi di crollo della produzione industriale, stia facendo precipitare l’Italia in una nuova Bancopoli’. Il Pd chiede al governo di ritirare ‘immediatamente la norma della riforma del Testo Unico della Finanza che allenta le regole per accertare il concerto tra soci nelle operazioni di mercato’.
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