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Referendum Giustizia, a Roma la piazza del ‘No’: “No ai giudici sotto il controllo del governo”

di Redazione Libri Arte
19/03/2026
Tempo di lettura: 3 minuti
Referendum Giustizia, a Roma la piazza del ‘No’: “No ai giudici sotto il controllo del governo”

C’è un’enorme bandiera della pace in mezzo a quelle dei partiti. E ci sono due grandi teli bianchi a scrivere un altrettanto grande No a piazza del Popolo. Il fronte del No al referendum si è ritrovato stasera a Roma per il rush finale verso il voto di domenica e lunedì. Una piazza organizzata dal Comitato del No. Ci sono le associazioni, la società civile. Ci sono sul palco, o in video, volti noti da Monica Guerritore a Pif, da Sonia Bergamasco a Maurizio De Giovanni, c’è il cantante Daniele Silvestri. E poi c’è Maurizio Landini che ha messo la macchina organizzativa della Cgil a sostegno del fronte del No. Quello di queste settimane, dice Landini, “è un lavoro che noi non fermeremo, anzi lo dico già adesso: il giorno dopo il referendum noi, tutti quelli che hanno lavorato insieme, avanzeremo proposte concrete per una vera riforma della giustizia”. Ma in piazza ci sono anche, tutti insieme, i leader del campo progressista. Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Nel retropalco momenti di unità, con l’abbraccio tra la segretaria del Pd e il leader M5S. A fare da testimone il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

L’appello per il ‘no’Un appello al voto unitario quello dei leader del campo progressista, un voto per dire No a una riforma “che sottopone la magistratura al governo”. Dice Conte: “Ci vogliono far tornare indietro nel tempo, all’Ancien Regime quando c’era un monarca sovraordinato a tutti i cittadini e non sottoposto alla legge. E invece legge è uguale, anche per i politici”. Avverte Fratoianni: “Hanno detto di non politicizzare. Io non sono d’accordo. Io penso che questa vicenda sia una vicenda interamente politica e questa controriforma riveli la natura politica dell’assalto alla Costituzione e alla magistratura della destra. Anche sei hai vinto le elezioni, anche se governi devi avere qualche limite ma a loro non va giù”. E poi Bonelli che al No al referendum unisce il no alla guerra. Schlein va all’attacco della premier Giorgia Meloni: “Non è normale sentire la presidente del Consiglio di questo Paese dire che se vince il no ci saranno più stupratori liberi per per strada, i bambini saranno strappati alle madri. Ma se c’è qualcuno che ha liberato uno stupratore libico e l’ha riportato a casa con un volo di Stato, è stato questo governo con Al-Masri. Se c’è qualcuno che vuole evitare di avere stupratori liberi per strada, non capisco perché abbiano strappato il nostro accordo sulla legge sul consenso”. Sotto il palco, Conte dice ai cronisti: “La presidente Meloni inonda le tv e i suoi social per questa campagna referendaria”, ma “sono tre giorni che non ha trovato una parola per quanto riguarda un parlamentare di Fratelli d’Italia che sta invitando al voto di scambio, clientelare, per convincere gli indecisi. Hanno detto no a tutti fuori sede, a partire dagli studenti che vorrebbero votare in massa, allora noi rispondiamo votiamo No a questa riforma dell’ingiustizia che mira soltanto a rivendicare un primato che la politica dovrebbe conquistarsi con la dignità, la forza dei comportamenti e delle condotte”. Parla di “riforma truffa” il leader M5S: “Questa è una riforma truffa per consentire alla politica di impossessarsi degli organi di autogoverno della magistratura. Ma noi non ci caschiamo. Gli errori giudiziari non c’entrano nulla con questa riforma. E quando Nordio dice che ci servirà questa riforma quando saremo al govenro, gli rispondiamo che noi al governo ci andremo ma a questa riforma diciamo no e lavoreremo insieme per migliorare il sistema della giustizia ma a servizio dei cittadini, non di voi che volete state lì senza controlli”. Stesso registro da Schlein: “Diciamo No perché questa non è una riforma che migliora la giustizia per voi, non migliora la giustizia per le cittadine e i cittadini italiani. L’hanno detto loro. Se oggi serve a questo governo e domani servirà a un altro governo, quando è che questa riforma serve ai cittadini italiani, alle cittadine italiane?”. Ed allora, rimarca la segretaria del Pd, “quando lasciamo questa piazza l’invito è a prendere le vostre rubriche e a convincere quante più persone possibili a votare No. La giustizia si può migliorare ma non migliora mettendo i giudici sotto il Governo”. Ecumenico l’appello di Bonelli: “Non dobbiamo consentire che la nostra Costituzione sia assoggettata a questa destra. In questi in giorni ‘andate e moltiplicatevi’, moltiplicate i No”.

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