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Salvini blinda la sua segreteria e attacca Vannacci, ‘non mi frega più’

di Redazione Libri Arte
29/06/2026
Tempo di lettura: 3 minuti
Salvini blinda la sua segreteria e attacca Vannacci, ‘non mi frega più’

Giusto ieri, nel ventre del Palacongressi di Rimini teatro di ‘ExpoAid 2026’, Matteo Salvini era stato piuttosto chiaro. “Non mi esalto quando i sondaggi vanno bene, non mi deprimo quando vanno male. Il mio sondaggio è il giorno delle elezioni politiche, quindi autunno 2027: osservo con attenzione e rispetto Vannacci, ma non ho nessun tipo di preoccupazione”.
A ventiquattr’ore di distanza davanti alla platea dei giovani della Lega riuniti a Milano Marittima per la tre giorni di ‘Nexus, la generazione che non si arrende’, il ‘Capitano’ conferma, rilancia e va all’attacco del generale di Futuro Nazionale: “una delusione umana” prima ancora che politica. Uno da cui non farsi “fregare” più e con cui, almeno al momento, non s’ha da fare alcuna alleanza. “Io non porto rancore – ha sottolineato Salvini – c’è più una delusione umana che politica che dura qualche ora e poi si guarda avanti. Sicuramente, visto che gli abbiamo aperto le porte di casa nostra”, “rimangiarsi tutto nel giro di qualche settimana – da parte, poi, di un uomo in divisa che dovrebbe essere cresciuto nel rispetto della parola data – è stata una delusione”.
Ad ogni modo, attacca, “abbiamo l’ansia da prestazione? No. Lo seguo con la dovuta attenzione e il dovuto rispetto. Non ci siamo sentiti più al telefono: mi freghi una volta, non due”, dice. Delusioni e fregature che Vannacci, poche ore più tardi, dice di non comprendere: “non sento di aver fregato e di aver approfittato di nessuno. Anzi, penso di aver portato un bagaglio di voti bello consistente”.
E di aver comunque passato un anno e mezzo nella Lega “assolutamente formativo”. Non della stessa opinione Salvini che, anzi, invita i “suoi” ragazzi a tenersi a distanza dai “camerati” di Futuro Nazionale. A loro, spiega, “preferisco le giornate dei giovani della Lega dove ci sono ragazze e ragazzi, amici, fratelli, compatrioti, autonomisti. La parola camerati, fa parte di un passato storicamente da studiare” e nulla più. Al voto, spiega Salvini, “arriveremo con questa alleanza” di governo: “con Vannacci a oggi evidentemente no. Se ci ritiene dei falliti adesso, non penso cambierà idea tra un anno”.
Quando, assicura il leader del Carroccio, “gli italiani premieranno la concretezza. Mentre altri chiacchierano ovunque di immigrazione e sicurezza, noi abbiamo rischiato sei anni di galera per avere fermato barche e barchini: è la differenza tra chi chiacchiera e chi fa”. Un Salvini che torna tonico guardando anche all’interno del suo partito di cui, assicura, non intende mollare la guida per accompagnarlo – intanto – all’appuntamento delle politiche che tra un anno “ci troverà qui a festeggiare la vittoria del centrodestra con la Lega oltre il 10% e con qualsiasi legge elettorale”.
Certo, sorride, “c’è sempre la variabile ultraterrena, ma se la salute lo permette guiderò la campagna elettorale che non sarà una campagna elettorale solitaria: servono i capitani, ma servono le truppe. Perché capitani, generali o colonnelli, senza truppe motivate, determinate e orgogliose, non vanno da nessuna parte. E quindi, da Zaia, a Fedriga, ai sindaci e ai governatori, me li aspetto tutti, non dietro, ma di fianco per vincere la campagna elettorale”.
Nuovo passo di una storia, quella tra Salvini e la Lega, destinata – nelle sue parole – a durare ancora a lungo. “L’anno scorso i militanti mi hanno chiesto di continuare a fare il segretario per quattro anni. Uno è passato, ce ne sono altri tre. Farò con orgoglio il militante fra militanti da segretario in questo momento per altri tre anni”. Il prossimo, in caso di vittoria del centrodestra alle urne, da festeggiare con il ritorno al Viminale. “Mi piacerebbe rifare il ministro dell’Interno? Se vinciamo, sì. Da domani mattina sono a disposizione del mio Governo, di una presidente del Consiglio che stimo. Un Governo che trova in Matteo Salvini un leale esecutore”, chiosa.

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