Oltre 1.342 contatti telefonici e 203
donne supportate dal punto di vista psicologico e legale per
aiutarle ad uscire da contesti di violenza. È questo il bilancio
dei primi tre anni di attività del Centro antiviolenza S.O.S.
Lei di Wind Tre, nato in collaborazione con la Fondazione
Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma e
l’associazione Assolei. Il centro, attivo dal marzo 2023, opera
quotidianamente in sinergia con le forze dell’ordine per la
redazione delle denunce e, quando necessario, per l’attivazione
di case rifugio, garantendo una presa in carico tempestiva e
coordinata alle donne che chiedono aiuto.
Le donne che si rivolgono al centro rispecchiano la
trasversalità del fenomeno. La maggioranza è di nazionalità
italiana (74%), ma oltre una su quattro proviene da altri Paesi
(26%), con barriere linguistiche e culturali che possono
ritardare la richiesta d’aiuto. L’età disegna un profilo che
attraversa il ciclo di vita: la fascia 40-60 anni (50%) è oggi
la più numerosa, seguita dalle 18-39 (41%). Il 7% è over 60, il
2% è minorenne. Anche le forme di violenza raccontano la
complessità dei percorsi. La più diffusa è quella psicologica e
verbale (41%), spesso la prima crepa nella relazione e il
terreno su cui attecchiscono controllo e isolamento. La violenza
fisica (37%) è quella che più facilmente si traduce in accesso
ospedaliero, ma non è isolata: accanto emergono la violenza
economica (8%), lo stalking e la violenza digitale (5%), la
violenza assistita (5%) con ricadute su figlie e figli, e la
violenza sessuale (4%). Un passaggio decisivo è arrivato dalla
raccolta fondi interna delle persone di Wind Tre, che dal 2025
ha permesso di aprire un giorno in più a settimana.
“La specificità dei casi presi in esame dalle operatrici
presenti nel Centro antiviolenza S.O.S. Lei ha evidenziato che i
segni del corpo, spesso indelebili, necessitano sempre di un
supporto specifico, integrato, competente e multidisciplinare”,
ha sottolineato Dalila Novelli, presidente di Assolei Aps.
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