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Garante dell’infanzia contro la guida Lgbtqia+ dei pediatri

di Redazione Libri Arte
14/07/2026
Tempo di lettura: 2 minuti
Garante dell’infanzia contro la guida Lgbtqia+ dei pediatri

(di Livi Parisi)
Non si placa la polemica sulla guida
dei pediatri su varianza di genere e orientamenti sessuali. Se
nei giorni scorsi ad alzare la voce era stata l’associazione Pro
vita, che ora chiede l’intervento del ministero della Salute,
oggi a intervenire è anche la Garante dell’infanzia. Ma la
Società italiana di pediatria (Sip) e l’Associazione culturale
pediatri (Acp), che l’opuscolo l’hanno realizzato, rispondono: i
bambini con identità di genere Lgbtqia+ “sperimentano stigma e
discriminazioni che incidono sull’autostima e la fiducia verso
gli adulti”. E gli attacchi subiti in questi giorni “sono
strumentalizzazioni”.
   
Uno dei passaggi ‘incriminati’ riguarda la possibilità di
prevedere già dai banchi della materna la transizione sociale,
ovvero permettere ai bimbi che non si sentono identificati nel
sesso di appartenenza di vivere pubblicamente in un genere
diverso da quello assegnato alla nascita. Il caso portato ad
esempio nella guida è quello di Alan, che da quando aveva tre
anni si sentiva femmina e i cui genitori hanno accolto la
richiesta di vestirsi come tale. “È impensabile una transizione
sociale a tre anni”, è il monito della Garante per l’infanzia e
l’adolescenza Marina Terragni. “Almeno in otto casi su 10 –
aggiunge – il momento di incertezza sul proprio genere si
risolve invece spontaneamente. Appare strano, dunque, che oggi
la stessa Sip parli di ‘affermare’ socialmente un bambino di
soli tre anni”. La pubblicazione, prosegue, “non sembra
considerare documenti istituzionali che hanno ridisegnato il
dibattito internazionale” e che sono accomunati “dal richiamo
alla prudenza e alla tutela del diritto del minore a un futuro
aperto”. Mentre fa riferimento agli standard di cura che “non
offrono sufficienti garanzie di scientificità”, rileva la
Garante auspicando “l’apertura di un ampio dibattito
scientifico, mantenendo al centro l’interesse del minore”.
   
Pro Vita & Famiglia coglie l’occasione per un nuovo affondo:
“il durissimo intervento della Garante conferma quanto
denunciamo da settimane: non ha alcuna credibilità scientifica,
si fonda su standard screditati e va ritirato immediatamente”,
commenta il portavoce Jacopo Coghe che chiede l’intervento del
ministro della Salute Orazio Schillaci: “Chiediamo il ritiro
immediato di ‘Oltre lo Sguardo’ e le dimissioni dei presidenti
Sip e Acp, come sostengono anche le oltre 37.000 firme della
nostra petizione, che ha già portato alla presentazione di due
interrogazioni parlamentari da parte di Fn e Lega”.
   
I pediatri sono a lavoro su una risposta tecnica punto per
punto, nel frattempo, a parlare all’ANSA una delle autrici della
pubblicazione. “Quelli utilizzati contro la guida – afferma
Chiara Centenari, responsabile Gruppo di studio diritti dei
bambini della Sip – sono argomenti strumentalizzabili, ma questi
sono temi reali che il pediatra si trova ad affrontare. Per
supportarli abbiamo realizzato questo opuscolo, che non è una
linea guida per prescrivere ormoni ma uno strumento pratico per
rispondere alle domande di familiari e pazienti. Lo spirito è
quello di accompagnarli verso i professionisti, evitando
pregiudizi: non sta ai pediatri fare diagnosi ma accogliere e
indirizzare senza giudicare, amplificare o minimizzare le
richieste di aiuto”. Perché “soffocare può portare l’accentuarsi
di sofferenze e disturbi psicologici”.
   
Nei giorni scorsi l’Istituto superiore di sanità ha
precisato che al Congresso dell’Acp in calendario il 5 novembre
presso la propria sede “non è prevista alcuna presentazione
della guida”. Lo conferma la presidente di Acp: “il programma
era precedente alla pubblicazione della guida, si è trattato di
un errore nel comunicato stampa.”
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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