In Italia si stimano oltre 250 casi
di morte in culla ogni anno. In assenza di un registro nazionale
di queste morti e di una presa in carico uniforme delle famiglie
colpite sul territorio nazionale, la prevenzione resta oggi lo
strumento più efficace.
Per questo l’associazione Semi per la Sids, in collaborazione
con la Società italiana di neonatologia, continua a promuovere
una corretta informazione sull’igiene del sonno del neonato,
affiancandola a interventi strutturati di sostegno alle famiglie
colpite da un lutto improvviso. L’associazione è stata audita in
Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati nell’ambito
dell’esame delle proposte di legge per l’introduzione
dell’obbligo di diagnosi autoptica nei casi di morte improvvisa
infantile. “Auspichiamo che le proposte di legge diano
continuità normativa a quanto già previsto sul tema della morte
in culla e possano introdurre l’obbligo di diagnosi autoptica
standardizzata in tutte le regioni, garantendo un supporto
strutturato ai genitori colpiti”, spiega Allegra Bonomi,
presidente di Semi per la Sids.
Grazie al progetto ‘Sopravvivere si può’ di Semi per la Sids,
818 genitori in lutto hanno potuto accedere gratuitamente a
percorsi di assistenza psicologica individuale e di gruppo, in
presenza e a distanza. Semi per la Sids ha condotto anche
un’indagine osservazionale retrospettiva su genitori che avevano
perso un figlio da almeno 15 anni. La ricerca evidenzia che il
dolore non scompare ma diventa più contenibile, trasformandosi
in nostalgia o malinconia e, in alcuni casi, generando nuove
motivazioni di vita e impegno verso gli altri. Inoltre, per
raggiungere i genitori nell’immediatezza dell’evento, sono state
realizzate tre serie di mini-video di supporto, fruibili in modo
riservato e a distanza.
Per quanto riguarda la prevenzione, come spiega Massimo Agosti,
presidente della Società italiana di neonatologia, “i consigli
chiave restano: far dormire sempre il bambino in posizione
supina, su un materasso rigido, senza cuscini, coperte, peluche
o altri oggetti morbidi; evitare il fumo, anche passivo, sia in
gravidanza sia dopo la nascita; non condividere il letto con il
neonato ma tenerlo nella stessa stanza; mantenere un ambiente di
sonno fresco (18-20°C); favorire, ove possibile, l’allattamento
al seno e, se accettato, promuovere l’uso del succhiotto durante
il sonno dopo le prime 3 settimane di vita”.
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