Necessità di ossigeno, pressione
arteriosa sistolica elevata e stato di coscienza compromesso
sono tra i segnali chiave per individuare negli anziani il
rischio di un rapido peggioramento clinico già nelle prime ore
dall’arrivo in pronto soccorso. A evidenziarlo è uno studio
condotto dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino
Gemelli Irccs e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore,
pubblicato su Jama Network Open, che sottolinea il ruolo
centrale di questi parametri nel supportare triage e
stratificazione del rischio nei pazienti più fragili. La ricerca
ha esaminato l’efficacia di alcuni strumenti di valutazione
clinica rapida nei pazienti di età pari o superiore a 80 anni,
su oltre 50mila accessi. L’obiettivo era confrontare le
prestazioni di cinque sistemi di Early Warning Score (Ews),
strumenti basati sui parametri vitali e utilizzati per stimare
il rischio di peggioramento clinico nelle prime fasi in
emergenza. Lo studio ha valutato l’efficacia di cinque punteggi
clinici utilizzati a livello internazionale (News, News2, Mews,
Rems e Iews) nel prevedere un rapido deterioramento dei pazienti
anziani in pronto soccorso, definito come ricovero in terapia
intensiva o decesso entro 24 ore. L’analisi ha riguardato una
popolazione con età mediana di 85 anni, di cui oltre la metà
donne, e ha evidenziato che il 2,4% dei pazienti ha registrato
un peggioramento nelle prime 24 ore. Nel complesso, tutti i
sistemi di valutazione hanno mostrato una buona capacità
predittiva, confermando la loro utilità nel supporto alle
decisioni cliniche nelle fasi iniziali dell’assistenza.
“L’invecchiamento della popolazione sta cambiando il profilo dei
pazienti che arrivano in pronto soccorso – spiega Marcello
Covino, primo autore dello studio, responsabile della Uos
Organizzazione dell’indicazione al ricovero (Uoc Medicina
d’Urgenza e Pronto Soccorso) -. Strumenti semplici, come gli
Early Warning Score, possono aiutare i clinici a riconoscere
precocemente i pazienti più fragili e a indirizzare
tempestivamente le risorse assistenziali.” A sottolineare
l’importanza di adattare gli strumenti di triage alla
popolazione molto anziana, anche Francesco Franceschi, Direttore
della Uoc Medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso. “Questa ricerca
dà un importante contributo nel migliorare la comprensione di
come ottimizzare la valutazione del rischio negli
ultraottantenni – conclude-, con l’obiettivo di rafforzare la
sicurezza dei pazienti”.
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