Da un lato c’è X, il social di Elon Musk, che permette solo agli abbonati di scrivere post più lunghi, veri e propri articoli, e dall’altro il concorrente Bluesky, che ha scelto una linea più aperta. Grazie al protocollo su cui si fonda, ora Bluesky consente a chiunque di scrivere un articolo su siti di terze parti supportati, come Leaflet, pckt e Offprint, e integrarlo all’interno della sua app, come se fosse una funzionalità nativa del social. Finora, cliccando su un articolo pubblicato altrove, Bluesky apriva una finestra del browser separata.
È la stessa esperienza dei cosiddetti “long form” di X, accessibili però solo dopo aver sottoscritto un abbonamento a pagamento. Alla base della novità di Bluesky c’è Standard.site, un protocollo open source progettato per la pubblicazione e la distribuzione di testi di lunga durata sull’infrastruttura decentralizzata alla base di Bluesky. Stando ad una nota del social, la funzione è rivolta ad autori ed editori indipendenti, che vogliono espandere la distribuzione sul web aperto.
Il vantaggio tecnico è che, poggiando su un protocollo digitale condiviso, conosciuto come At, Bluesky può portare sul social funzionalità in origine assenti, tra cui l’inserimento di lunghi articoli, senza stravolgere la propria piattaforma. Un approccio diverso da quello di X, che tende a tenere chiuso il suo ecosistema per accentrare la permanenza dei navigatori su sito e app. Il social di X ha dalla sua i numeri: 550 milioni di utenti attivi mensili, un traguardo ancora lontano per il rivale Bluesky, fermo a circa 30 milioni di visite uniche al mese.
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