Il racconto “The Serpent in the
Grove”, che ha vinto uno dei premi del Commonwealth Short Story
Prize, potrebbe essere stato scritto da un’intelligenza
artificiale. La commissione, che assegna ogni anno un premio al
miglior libro in Africa, Asia, Canada ed Europa, Caraibi,
Pacifico, ha avviato un’indagine sull’opera firmata da Jamir
Nazir, autore sessantunenne di Trinidad e Tobago, che l’ha
pubblicata sulla rivista Granta, innescando reazioni da parte di
accademici e critici letterari che contestano l’autenticità del
testo.
Tra le prime segnalazioni si registra l’intervento di Ethan
Mollick, docente presso la University of Pennsylvania che, come
spiega un report del Guardian, ha definito l’opera come
“generata al 100% da algoritmi”, citando i riscontri della
piattaforma di rilevamento Pangram. Altri analisti hanno
evidenziato la presenza di spezzoni sintattici ricorrenti nei
modelli linguistici, come la struttura ripetuta “not x, but y”,
oltre all’uso di formule linguistiche stereotipate.
La Commonwealth Foundation, che organizza il premio, e la
direzione di Granta hanno comunicato di aver preso in esame le
accuse, specificando l’impossibilità di giungere a una
conclusione definitiva. L’editrice di Granta, Sigrid Rausing, ha
sottolineato l’assenza di un controllo diretto su come vengono
assegnati i premi, con la possibilità che la giuria abbia
assegnato il riconoscimento ad un lavoro non del tutto frutto
dell’ingegno umano. “Finché la Commonwealth Foundation non
giungerà a una conclusione definitiva”, le parole di Rausing al
Guardian, “manterremo la storia sul nostro sito web”.
Di recente, il New York Times ha interrotto la collaborazione
con un giornalista freelance dopo che questi aveva ammesso di
aver utilizzato l’intelligenza artificiale per scrivere una
recensione di un libro. La casa editrice Hachette ha annullato
la pubblicazione del romanzo horror “Shy Girl” per il sospetto
che fosse stato scritto con l’ausilio di strumenti di GenAI.
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