Gli abbonamenti non bastano più, su
ChatGpt arriva anche la pubblicità. Lo ha annunciato in queste
ore la società madre OpenAI sul suo sito, nelle prossime
settimane partirà la fase di test negli Stati Uniti. Non
interesserà al momento tutti gli utenti: i contenuti
sponsorizzati verranno visualizzati solo sulla versione free e
su Go, la versione del chatbot a pagamento ma con un prezzo
ridotto lanciata ad agosto 2025.
OpenAI ha specificato che la pubblicità sarà separata dalle
risposte del chatbot e che queste non saranno in nessun modo
influenzate dall’advertising. Inoltre, sottolinea l’azienda di
Sam Altman, le conversazioni non verranno condivise con gli
inserzionisti ma resteranno private. Tuttavia, gli annunci
saranno personalizzati come già succede con i banner che
visualizziamo su siti internet o sui social. “Hai il controllo
su come vengono utilizzati i tuoi dati. Puoi disattivare la
personalizzazione e cancellare in qualsiasi momento i dati
utilizzati per gli annunci”, si legge sul blog dell’azienda. “Le
tue conversazioni su ChatGpt – continua – restano private e non
vengono mai condivise o vendute agli inserzionisti”.
Gli annunci non sono ancora attivi. OpenAI prevede di
“avviare una fase di test nelle prossime settimane per gli
adulti connessi negli Stati Uniti con i piani Free e Go”.
“Durante la fase di test – aggiunge – non mostreremo annunci
negli account in cui l’utente dichiara o prevediamo abbia meno
di 18 anni. Inoltre, gli annunci non verranno mostrati in
prossimità di temi sensibili o regolamentati, come salute,
salute mentale o politica”. Al momento le altre versioni su
abbonamento, ChatGPT Plus, Pro, Business ed Enterprise,
continueranno a non presentare nessun tipo di annuncio.
Dal lancio di ChatGpt nel novembre 2022, la valutazione di
OpenAI è salita a 500 miliardi di dollari. Alcuni analisti
prevedono che potrebbe quotarsi in Borsa con una valutazione di
mille miliardi di dollari. Ma OpenAI brucia liquidità a un ritmo
vertiginoso, soprattutto per la potenza di calcolo necessaria
per erogare i suoi servizi e per tenete testa alla concorrenza
nel frattempo diventata agguerrita di Google, Anthropic e della
cinese Deepseek. “OpenAI sta ammettendo qualcosa di semplice e
importante: la gara non riguarda più solo la qualità del
modello. Si tratta di monetizzare l’attenzione senza avvelenare
la fiducia”, ha spiegato all’Afp Jeremy Goldman, analista di
Emarketer.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA








