Valorizzare i creators “le nuove star della prima serata”, ridurre i contenuti di scarsa qualità generati dall’IA e rilevare i deepfake sono le priorità per il 2026 di YouTube, la piattaforma di Google che in 21 anni ha rivoluzionato l’intrattenimento diventando una tv a tutti gli effetti. Tanto che si è assicurata la diretta della cerimonia degli Oscar dal 2029.
“Sta diventando sempre più difficile distinguere ciò che è reale da ciò che è generato dall’intelligenza artificiale. Questo è particolarmente critico quando si tratta di deepfake”, scrive il Ceo di YouTube Neal Mohan in una lettera aperta alla community. Con l’IA che pervade ogni aspetto della tecnologia e delle nostre vite anche la piattaforma deve affrontare l’esplosione di video falsi o di scarsa qualità, i cosiddetti ‘AI slop’, per mantenere credibilità e utenti.
“Stiamo attivamente sviluppando i nostri sistemi consolidati per contrastare spam e clickbait e nel ridurre la diffusione di contenuti di bassa qualità”, scrive Mohan sottolineando che la piattaforma etichetta chiaramente i video creati dall’IA e chiede ai creators di dichiarare se hanno prodotto contenuti alterati. I sistemi dell’azienda, sostiene il Ceo, rimuovono anche i “media finti e dannosi” che violano le linee guida. Nella lettera Mohan, spiega inoltre che YouTube utilizzerà l’intelligenza artificiale come strumento e “non come sostituto” aggiungendo che in media, a dicembre, oltre un milione di canali hanno usato ogni giorno la sua tecnologia basata sull’IA per la creatività.
L’azienda sta ampliando il modo in cui i creators possono sfruttare l’IA anche nei video brevi chiamati Shorts – competono con quelli di TikTok e Instagram – usando la loro immagine, producendo giochi o sperimentando con la musica. I creatori di contenuti sono il motore di YouTube e per questo al centro delle attenzioni della piattaforma che offre costantemente nuovi modi per guadagnare, dallo shopping al finanziamento dei fan. “YouTube è la nuova tv e i creators sono le nuove star della prima serata e degli studios – sottolinea Mohan – Solo negli ultimi quattro anni abbiamo versato oltre 100 miliardi di dollari a creator, artisti e società del settore dei media. Questo successo alimenta le economie locali. Nel 2024, negli Stati Uniti, l’ecosistema di YouTube ha contribuito al Pil con 55 miliardi di dollari e ha sostenuto più di 490.000 posti di lavoro a tempo pieno. È ora che i governi di tutto il mondo inizino a riconoscere l’impatto dei creator e a offrire loro gli stessi vantaggi riservati alle maggiori società di comunicazione”.
Un’altra priorità per il 2026, scrive infine Mohan, è rendere YouTube “il posto migliore per bambini e adolescenti”. Ha affermato che quest’anno l’azienda prevede di semplificare il parental control dei genitori per la creazione di nuovi account per i loro figli.
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