E’ tornato in carcere Giorgio
Rossetto, di 62 anni, storico esponente dell’autonomia in Italia
e indicato fra i personaggi più carismatici del centro sociale
Askatasuna. La notizia, riportata dal movimento No Tav
attraverso i propri canali, è stata confermata all’ANSA da fonti
qualificate.
“Nella serata di ieri, senza alcuna avvisaglia, Giorgio
(Rossetto, ndr) è stato prelevato dai carabinieri di Susa dalla
sua dimora sopra la Credenza a Bussoleno – scrive il movimento
il No Tav – e tradotto nel carcere delle Vallette. A determinare
il ritorno in casa circondariale è stata la revoca della misura
alternativa concessagli dal Tribunale di Sorveglianza, a seguito
di non ben specificate violazioni delle prescrizioni imposte”.
Il movimento aggiunge che “nel mese di marzo, dopo aver già
passato parecchi mesi sottoposto alle misure stabilite dal
Tribunale di Sorveglianza, guarda caso il giorno stesso della
sua liberazione, Giorgio era stato nuovamente posto agli arresti
domiciliari per scontare un’altra pena che avrebbe concluso in
autunno. Invece, torna nuovamente in carcere.
Una nuova pagina della vicenda giudiziaria che lo riguarda e
che da anni accompagna la sua storia all’interno del Movimento
No Tav. Una vicenda che ognuno di noi ha seguito passo dopo
passo e che ancora una volta ci porta a fare i conti con la
dimensione di accanimento verso chi continua a colpire chi lotta
contro la Torino-Lione”.
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