(di Emiliano Dal Toso)
Il re è tornato a casa, ma senza
corte né distanza. Marracash, al secolo Fabio Rizzo, ha scelto
la strada da cui tutto è partito per celebrare il punto più alto
della sua carriera: la Barona, periferia sud di Milano,
trasformata per un giorno in un palcoscenico urbano, vivo,
partecipato. Non un’arena, non un palazzetto, ma via Enrico De
Nicola, cuore simbolico di una storia che oggi si apre in un
gesto che ha il sapore della restituzione.
Il “Marra Block Party” non è stato un semplice concerto, ma
un ritorno alle radici nella forma più autentica della cultura
hip hop: la celebrazione di strada, collettiva, inclusiva. Un
evento volutamente “al contrario”, pensato prima di tutto per
chi quella strada la vive ogni giorno. I residenti della Barona
hanno avuto la precedenza sui 7400 biglietti disponibili,
esauriti in poche ore, a conferma di un legame che non si è mai
spezzato, nemmeno dopo la conquista del trono del rap italiano.
E proprio quel trono, Marracash lo ha raggiunto con un percorso
che non ha precedenti nella discografia nazionale. Il suo album
“Persona” (2019) ha ridefinito i confini del successo nell’era
dello streaming: disco di diamante, oltre 500mila copie vendute
e una permanenza in classifica durata più di sei anni
consecutivi. Un risultato che va oltre i numeri e racconta di un
artista capace di parlare a pubblici diversi, travalicando gli
steccati del genere. Ma il senso più profondo della giornata sta
altrove. Il Block Party è diventato un progetto sociale prima
ancora che musicale: il ricavato dei biglietti sarà destinato
alla riqualificazione di strutture scolastiche e sportive del
quartiere, trasformando il successo individuale in
un’opportunità concreta per la comunità. Un’operazione sostenuta
da partner e sponsor che hanno coperto i costi dell’evento,
garantendo che ogni euro torni sul territorio. Sul palco, prima
dello show principale, si sono alternati giovani artisti e
realtà locali: un passaggio di testimone simbolico che
restituisce centralità alla scena di quartiere e rilancia l’idea
originaria dell’hip hop come spazio di espressione e crescita
condivisa. Poi, Marracash. Senza filtri, senza distanza, davanti
alla sua gente. Accompagnato da un pezzo della sua storia
personale, Elodie, che lo raggiunge sul palco per un duetto
sulle note di ‘Niente canzoni d’amore’, mentre Sfera Ebbasta
mixa la sua voce a quella del padrone di casa nel pezzo ’15
piani’.
In un’epoca in cui il successo tende a isolare e a separare,
il rapper milanese sceglie la direzione opposta: riavvicinare,
redistribuire, restituire. Una scelta grazie alla quale – ha
detto Marra dal palco – sono stati raccolti “già oltre 230 mila
euro, che daremo per rifare i campetti dell’ex De Nicola
Istituto Sant’Ambrogio (la scuola media che ha frequentato da
ragazzino: ndr) e altre iniziative che stiamo valutando. Un
successo clamoroso”.
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