Freddure, indovinelli, giochi matematici, scherzetti, idee frizzanti: la mente di Pera Toons è sempre in movimento e in fermento. Lo ammette lui stesso che inizia l’intervista a Pescara, dove si sta svolgendo Cartoons on The Bay, dicendo che è totalmente rapito dalla piantina di sicurezza appesa nei corridoi dell’Aurum (l’ex distilleria e oggi simbolo culturale di Pescara immersa nella Pineta dannunziana dove si svolge il programma professionale del festival): “Scusate se sono distratto, mi sta davvero triggerando, è la copia esatta della Millennium Falcon…”.
I piccoli fan che già lo adoravano lo hanno davvero assaltato a Pescara con lunghe file per salutarlo, visto anche il successo della serie tv ‘Prova a non ridere!’ sulla Rai. Se qualcuno gli chiede battute, però, difficilmente gli riescono: “La battuta è un po’ uno scherzetto, voglio vedere la reazione a seguito di una freddura bruttissima, anzi più brutta è meglio è. Se me la chiedono, mi spengo proprio. Sembro un jukebox e non sono un jukebox. Te la devo dare io la battuta. Non so, forse è una cosa un po’ più legata all’artista, non perché sono snob”.
E subito infatti premia a sorpresa l’ANSA con una delle sue freddure: “Ad esempio considerando la vostra testata che è molto importante, ogni volta che parlo con voi mi viene ‘l’ansa’ ma sto andando bene, no?…” dice tra le risate.
Tornando al boom di ‘Prova a non ridere!’ dice: “Avevo capito che la serie stava andando bene perché il mio pubblico usuale già stava apprezzando. Poi dopo Emanuele Di Giorgi di Tunuè (l’editore dei miei libri), Roberto Genovesi di Rai Kids e tanti addetti ai lavori mi hanno confermato che andava bene. Vedo anche le classifiche su RaiPlay, per esempio, che combatte con programmi famosissimi e questa cosa non me l’aspettavo, mi fa tanto piacere”. Conferma lo stesso Genovesi che dice: “Ha raggiunto il secondo posto su RaiPlay tra i prodotti per bambini, tra Bluey e Masha e Orso ed è entrato nella top 10 dei prodotti generale. Su Rai Gulp, che di solito fa 10-11mila spettatori, è riuscito a raggiurgene 110mila. Da prodotti come Pera Toons parte il nostro ragionamento su una diversa tv per i ragazzi”.
E già si pensa alla seconda serie: “Stiamo già ragionando – dice Pera Toons – in questo senso dopo che abbiamo visto i numeri. Non prima, perché io sono un tipo scaramantico. Noi siamo contenti, ma soprattutto sono le persone che devono essere contente. Perché di solito si parla di win-win tra due collaboratori, ma in questo caso deve essere win-win-win, deve vincere anche lo spettatore, no? Che ha tutto gratuitamente. Per questo che io adoro Rai, che è accessibile, gratuita. E quindi un win-win totale”.
Ma in un mondo in preda a guerre e tensioni quanto è difficile far ridere: “È difficile, soprattutto non puoi far ridere una persona che non vuole ridere. Delle volte non abbiamo voglia di ridere. E la cosa bella è che i bambini invece si prestano molto, proprio come stato d’animo, alla risata, la ricercano, la vogliono. Quindi con loro è un po’ più facile. Però tanti mi dicono: è più difficile far piangere che far ridere. Per me è più facile far ridere, in verità. Diventa anche una missione, uno stimolo, e quindi controbilancia il fatto che ce ne sia bisogno. Lo rende come il pane, una roba che se la sai fare buona, la vogliono tutti. Quindi per fortuna piace questo mio stile, questa leggerezza accompagnata dai disegni. È una cosa apprezzata, mediamente è molto pop”.
Pera Toons sottolinea l’importanza di non fermarsi e provare altri format. “Mi piace molto – dice – la parte della divulgazione scientifica, mettendoci anche qualche battuta. L’altro giorno sono rimasto affascinato da due pagine del libro di storia di mia figlia che parlava di come estraevano nei secoli avanti Cristo il bronzo, il rame e poi lo stagno… che poi ci si possono fare tante battute, il rame, lo stagno. Lo stagno è il materiale preferito dalle rame, come sapete” dice ridendo. Tornando a sua figlia dice: “Ha l’età perfetta del mio target, otto anni e mezzo. Ma essendo figlia del calzolaio va con le suole rotte… no? Guarda gli altri fumettisti – ammette ridendo – però le piacciono anche le cose mie. Gli ho già dato il diario di Pera Toons dell’anno prossimo e c’è sempre: libri preferiti. All’inizio ha messo Pera Toons. Sono soddisfazioni. E poi però ha aggiunto Diario di una schiappa, Scottecs, One Piece…”.
A proposito di concorrenza ieri Dog Head, la casa di animazione che ha animato le serie di Zerocalcare, ha detto che questo è un buon momento per i giovani animatori italiani. “Hanno ragione. È un po’ come la musica, no? Se pensate, noi Millennial ascoltavamo solo musica inglese. Ora ascoltiamo tutta musica italiana. Si sono creati degli artisti che rispecchiano meglio il nostro gusto degli artisti oltreoceano. E quindi la direzione è quella. Magari c’è meno budget, ma col fatto che noi facciamo cose da italiani su cose che viviamo noi, sono più “fit” per noi”.
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