Vaticano e Israele ricordano la
storica vista di Giovanni Paolo II, la prima di un Pontefice,
alla sinagoga di Roma, di 40 anni fa quando fu accolto
dall’allora rabbino di Roma, Elio Toaff.
Il cardinale Kurt Koch, Prefetto del Dicastero per la
Promozione dell’Unità dei Cristiani e il Presidente della
Commissione per i rapporti religiosi con l’ebraismo, in una
dichiarazione rilasciata oggi ai media vaticani ricorda che “con
questa visita ma anche con molte altre sue importanti
dichiarazioni sul dialogo cattolico-ebraico e con vari gesti
eloquenti, come pure con le amicizie personali che intratteneva
con appartenenti al popolo ebraico, Papa Giovanni Paolo II
tracciò una rotta significativa per il futuro della
riconciliazione tra la Chiesa cattolica e l’ebraismo”.
“Le relazioni tra la Santa Sede e Israele sono strettamente
connesse alle relazioni tra la Chiesa cattolica e il popolo
ebraico – ha scritto invece l’ambasciatore israeliano presso la
Santa Sede, Yaron Sideman sulla pagina Facebook dell’ambasciata
-. Il pontificato di papa Giovanni Paolo II dimostra chiaramente
questo legame”.
“Giovanni Paolo II – ha aggiunto – fu il primo papa a
visitare una sinagoga e fu durante il suo pontificato che, sette
anni dopo quel gesto di grande importanza, si instaurarono le
relazioni diplomatiche”. “A ulteriore dimostrazione del forte
legame tra i due eventi”, ha aggiunto, non va dimenticato “il
fermo messaggio” contro l’antisemitismo pronunciato dal papa 40
anni fa, un messaggio “che si tradusse in un impegno ribadito
anche nell’accordo fondamentale: Giovanni Paolo II ha guidato la
Chiesa cattolica verso migliori relazioni sia con il popolo
ebraico sia con lo Stato ebraico”.
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