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Diplomazia e sicurezza, gli obiettivi di Meloni dopo l’attacco in Iran: “Caos figlio di guerra in Ucraina”

di Redazione Libri Arte
03/03/2026
Tempo di lettura: 2 minuti
Diplomazia e sicurezza, gli obiettivi di Meloni dopo l’attacco in Iran: “Caos figlio di guerra in Ucraina”

Rilancio dell’azione diplomatica per far fronte alla “preoccupante” escalation in Medio Oriente dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran, impegno per mettere in sicurezza i tantissimi italiani nella zona di guerra, che si fa sempre più ampia. Sono gli obiettivi che Giorgia Meloni chiarisce in una intervista al Tg5, intervenendo per la prima volta dopo i massicci bombardamenti su Teheran e la reazione del Paese degli Ayatollah.

“Mi preoccupa il contesto generale, una crisi del diritto internazionale che è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina, quando un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha deliberatamente attaccato un suo vicino”, spiega la presidente del Consiglio, chiamando in causa il conflitto scatenato da Putin quattro anni fa: “Era inevitabile che avrebbe portato a una stagione di caos”.

Ora la guerra tocca l’Europa, come dimostra l’attacco a Cipro, e Meloni non nasconde i suoi timori. “L’obiettivo è ovviamente che la crisi non dilaghi – dice la premier – ma penso che nulla possa andare meglio se l’Iran non ferma i suoi attacchi nei confronti dei paesi del Golfo che sono totalmente ingiustificati”, aggiunge.

Riguardo il nuovo conflitto nel Golfo, con l’escalation dopo gli attacchi Usa e Israele all’Iran di sabato mattina, Meloni spiega che con l’ex Persia “l’accordo” sul nucleare “è fallito e Stati Uniti e Israele hanno deciso di attaccare senza il coinvolgimento dei partner europei”, confermando l’iniziativa unilaterale di Washington e Tel Aviv. Il governo, assicura “è ovviamente è impegnato a dare assistenza alle migliaia di italiani che sono rimaste bloccate, particolarmente nei paesi del Golfo”, per questo “siamo in contatto con quei Paesi, siamo in contatto con i nostri partner europei”. E’ la linea su cui si attesta il governo, già ribadita dai ministri Tajani e Crosetto nel corso dell’audizione in Senato, sottoponendosi al fuoco di fila delle domande dei gruppi di opposizione.

La situazione “mi preoccupa ovviamente perché sarebbe stupido ritenere che quello che accade anche lontano dai nostri confini non ci coinvolga”. Questa – continua – “è la ragione per la quale l’Italia si era molto spesa perché si arrivasse a un accordo serio sul nucleare iraniano, particolarmente in un momento nel quale vacilla il diritto internazionale”. “Noi non possiamo permetterci che l’attuale regime iraniano abbia missili a lungo raggio con testate atomiche”.

Meloni intanto cerca di rilanciare l’azione diplomatica, puntando a coinvolgere gli attori locali. Ieri, come confermano media del Qatar ha sentito l’Emiro Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani. “All’inizio della conversazione – è il resoconto che arriva dal Golfo – la presidente Meloni si è informata sulle condizioni in Qatar a seguito dell’aggressione iraniana, esprimendo la ferma condanna per tale atto e confermando la piena solidarietà dell’Italia nei confronti del Qatar e del suo popolo in queste circostanze eccezionali”. “Entrambe le parti hanno inoltre insistito sulla necessità di lavorare per ridurre l’escalation, privilegiando il linguaggio del dialogo politico e la via diplomatica come il mezzo più efficace per contenere la crisi, preservare la sicurezza della regione e garantirne la stabilità”.

Altro timore è quello della possibile recrudescenza del terrorismo di matrice islamica. “Per questo abbiamo attivato anche la nostra intelligence”, fa sapere. Meloni al Tg5 difende infine il ministro Crosetto, al centro degli attacchi dell’opposizione, per essersi trovato a Dubai nelle ore calde della crisi, bloccato negli Emirati. “Ha sempre fatto il suo lavoro”, taglia corto.

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