In Italia si eseguono ogni anno oltre 2,5 milioni di esami endoscopici nei reparti di gastroenterologia e in molti casi già si utilizzano sistemi di Intelligenza artificiale in grado di analizzare in tempo reale le immagini per supportare lo specialista nella rilevazione precoce di polipi e lesioni mucose. Questo è uno dei temi di cui si discute al Congresso nazionale della Federazione Italiana delle Società delle Malattie dell’Apparato Digerente, in corso a Roma, da cui arriva la richiesta di aumentare l’utilizzo di queste novità nella sanità pubblica per ridurre le disuguaglianze tra diverse strutture e professionisti. Secondo gli esperti, l’utilizzo dell’IA aumenta sensibilità e accuratezza nella rilevazione delle lesioni. Alcune tecnologie ad esempio arrivano a esaminare fino a 54.000 frame per singola colonscopia, con livelli di sensibilità che possono raggiungere il 99,7%. Tra gli ambiti di maggiore applicazione spicca il tumore del colon-retto, il più frequente tra i tumori digestivi, con circa 43mila nuovi casi all’anno in Italia. Studi indicano che l’uso dell’IA durante la colonscopia consente di identificare fino al 13-30% in più di polipi rispetto alle procedure tradizionali, riducendo il rischio di lesioni non diagnosticate. Grazie all’analisi automatizzata di immagini ecografiche, TAC e risonanza magnetica l’impiego di queste tecnologie si estende inoltre alle patologie del fegato e del pancreas. “L’utilizzo dell’IA a supporto dell’endoscopia – sottolinea Cristiano Spada, direttore Uoc Endoscopia Digestiva Chirurgica della Fondazione Gemelli Irccs – è in grado non solo di identificare, ma anche di analizzare in tempo reale le caratteristiche delle lesioni, orientando le decisioni del gastroenterologo. Inoltre, riduce la variabilità inter-operatore e promuove una maggiore uniformità nella qualità delle procedure endoscopiche, innalzando gli standard di cura a livello nazionale. Questo si traduce in diagnosi più accurate e precoci, con conseguenti trattamenti tempestivi, da cui deriva una maggior protezione dal rischio di tumore”.
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