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Stellantis può cedere 4 stabilimenti in Europa, anche Cassino: accordi con la Cina

di Redazione Libri Arte
25/04/2026
Tempo di lettura: 2 minuti
Stellantis può cedere 4 stabilimenti in Europa, anche Cassino: accordi con la Cina

Stellantis è pronta a ridisegnare la propria mappa produttiva in Europa. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il gruppo guidato dall’amministratore delegato Antonio Filosa starebbe valutando la cessione o la condivisione con partner esterni di quattro stabilimenti nel Vecchio Continente. L’obiettivo è ridurre la sovraccapacità produttiva accumulata negli ultimi anni.

Gli impianti nel mirino
Tra le fabbriche coinvolte, Bloomberg cita tre siti produttivi:

Rennes (Francia);
Cassino (Italia);
Madrid (Spagna).

L’identità del quarto impianto non è ancora stata resa nota. Le opzioni sul tavolo includono la vendita diretta, partnership industriali oppure la condivisione delle strutture con altri costruttori, anche in cambio di accesso a tecnologie avanzate.
Lo stabilimento di Cassino è quello che suscita le maggiori preoccupazioni. Nel primo trimestre del 2026, l’impianto laziale ha registrato un calo del 37,4% dei volumi produttivi, dovuto principalmente allo stop della versione elettrica dell’Alfa Romeo Stelvio. Un dato che ha già acceso i riflettori dei sindacati e rischia di innescare tensioni sociali significative.
A livello di gruppo, invece, i segnali sono più incoraggianti. In Italia, Stellantis ha prodotto 120.366 veicoli nel primo trimestre, con una crescita del 9,5%. A marzo, le consegne europee hanno raggiunto quota 228.055 unità, il 6% in più rispetto allo stesso mese del 2025.
Il ruolo dei costruttori cinesi
Al centro delle trattative ci sarebbero soprattutto i produttori cinesi. A inizio aprile, rappresentanti di Dongfeng Motor hanno visitato gli impianti di Rennes e Madrid, oltre ad alcuni siti in Italia e Germania. Stellantis starebbe inoltre discutendo con Dongfeng il rilancio della partnership storica, che potrebbe includere la produzione congiunta di veicoli sia in Europa sia in Cina.
Non è l’unica pista. Nelle ultime settimane sono emerse indiscrezioni su contatti avviati anche con Xiaomi e Xpeng, tra i protagonisti più dinamici dell’industria automobilistica cinese. L’ipotesi è quella di condividere la capacità produttiva in eccesso in cambio di tecnologia, soprattutto nel settore elettrico, dove i costruttori asiatici mantengono un vantaggio competitivo crescente.
Un precedente in questa direzione esiste già: Stellantis ha una joint venture con Leapmotor, che potrebbe portare alla produzione di un SUV elettrico a marchio Opel nello stabilimento di Saragozza, in Spagna.
Cosa dice Stellantis
Il gruppo ha preferito non commentare nel dettaglio le indiscrezioni, limitandosi a una breve dichiarazione:
Nell’ambito della sua normale attività, Stellantis intrattiene discussioni con diversi operatori del settore in tutto il mondo su vari argomenti, sempre con l’obiettivo finale di fornire ai clienti le migliori opzioni di mobilità.
Bloomberg precisa comunque che non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva sui singoli impianti e che eventuali accordi potrebbero anche non concretizzarsi.
I sindacati chiedono garanzie
Sul fronte delle relazioni industriali, la pressione è in aumento. Michele De Palma, segretario generale della Fiom-Cgil, ha chiesto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni la convocazione di un confronto preventivo tra Stellantis e le organizzazioni sindacali. L’obiettivo è mettere in sicurezza gli stabilimenti e garantire l’occupazione, auspicando che il tavolo si apra prima dell’Investor Day del 21 maggio a Detroit, quando Filosa presenterà il piano strategico del gruppo.
Le preoccupazioni dei lavoratori non riguardano solo le possibili cessioni. Negli stabilimenti italiani sono già in corso esodi incentivati che coinvolgeranno circa mille dipendenti nei prossimi mesi.

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